È una nazionale senza qualità (e non vincerà niente per un bel po’, rassegniamoci)

L’ha fatto intendere anche Di Biagio: col materiale umano che abbiamo non si può fare di meglio. La crisi degli azzurri ci deve far riflettere su come (non) facciamo crescere i nostri talenti

Di_Biagio_LInkiesta
26 Marzo Mar 2018 0735 26 marzo 2018 26 Marzo 2018 - 07:35

La colpa è nostra. È colpa nostra che amiamo troppo il calcio, amiamo la Nazionale, amiamo scoprire i giovani talenti e afferzionarci alla loro crescita, ai loro miglioramenti. È colpa nostra perché, ormai è evidente, sovrastimamo i nostri talenti pensando che davvero ci possano far tornare grandi ma la verità è che i nuovi Totti, Del Piero, Maldini, Pirlo, ecco, quelli lì, quelli che contano davvero a livello internazionale non ci saranno più per molto tempo.

Pensavamo che Verratti potesse essere il nuovo regista, il nuovo perno della Nazionale, ci sbagliavano. Pensavamo che Insigne potesse risolvere i problemi di fantasia, di qualità, di invenzioni e invece il fuoriclasse napoletano non riesce a calarsi nella parte della pedina fondamentale dell'Italia tanto quanto riesce nella sua maglia azzurra, quella del Napoli.
Di Biagio nella conferenza stampa post gara contro l'Argentina è stato chiaro, anche se non lo ha detto lo ha fatto intendere, "questo è il materiale che ho, abbiate pietà (e pazienza, parola che ha ripetuto una decina di volte) questa Nazionale fa cagare". Se andiamo ad analizzare la sua conferenza è questo che traspare: Di Biagio ha capito che qui c'è veramente poca qualità ma allo stesso tempo vuole provare a fare di testa sua e dare fiducia ai giovanissimi italiani che stanno facendo bene nel campionato di Serie A e ai calciatori che per diversi motivi non hanno indossato la maglia azzurra come Jorginho o, chissà se arriverà la chiamata, Mario Balotelli, ormai chiesto a gran voce da molti addetti ai lavori e dai tifosi che in mente, nonostante qualche rospo da ingoiare, ha ancora in mente la doppietta dell’ex giocatore di Milan e Inter contro la Germania.

Ma torniamo al triste stato dell’arte della Nazionale italiana. Siamo in mezzo a una strada. Siamo almeno due spanne sotto i top team come Argentina, Spagna, Germania, Francia e Brasile e probabilmente c’è una certa differenza anche contro Nazionali leggermente inferiori alle prime della classe come Inghilterra o Belgio. Siamo sotto perché i giocatori di livello internazionale che abbiamo in rosa sono vecchi, perché il nuovo ciclo non ha esperienza, non ha le stesse qualità, non è all’altezza di trofei così, di palcoscenici così. Forse è vero quello che ha detto Marcello Lippi qualche mese fa: “Va bene rosicare un paio di volte in 90 anni se poi riesci a godere per i 4 Mondiali vinti”. Non ha tutti i torti Lippi, ha sicuramente ragione Di Biagio, hanno anche ragione gli italiani che vorrebbero sempre il massimo dalla propria Nazionale che se non trova il modo di darsi una svegliata nei piani alti, se non riesce a capire come migliorare i settori giovanili, se non capisce che il mercato dei club deve essere integrato con le primavere e con i giovani italiani e non con gli acquisti di giocatori mediocri, se non capisce che c’è bisogno di investimenti seri e soprattutto se non si capisce che nei prossimi anni non avremo gioie, non avremo soddisfazioni, non avremo Totti, non avremo Del Piero, non avremo Nesta, Maldini, Cannavaro, non avremo Pirlo. Semplicemente non avremo. Avremo dolori, sofferenze, sportive ovviamente, incomprensioni, agitazioni, incazzature, perché l’Italia è svenuta in un coma profondo quel giorno contro la Svezia ma nonostante tutti i tentativi di risvegliarla, è ancora molto lontana dal poter aprire gli occhi nuovamente e festeggiare un gol che consegna la vittoria di un Mondiale. Ciao Italia, ti aspettiamo presto.

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