Soffrite di sindrome da pagina bianca? Il peggior errore possibile è riempirla di getto

Siete tra quelli che scrivono di getto perché non sopportano di vedere il foglio intonso? Errore: dedicate più tempo alla pianificazione e alle idee, meno alla scrittura. Fidatevi, i risultati arriveranno

Pagina Bianca Linkiesta

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26 Marzo Mar 2018 0745 26 marzo 2018 26 Marzo 2018 - 07:45
WebSim News

La pagina bianca ti spaventa? Non sei l’unico a temere il bagliore candido e minaccioso del foglio, ancora tutto da riempire. L’ansia da pagina vuota è grande amica dell’aziendalese, lo sapevi? Il bisogno di colmare lo spazio e popolarlo di parole ci porta a privilegiare la quantità a scapito della qualità. E allora è tutto un ricorrere ad avverbi, aggettivi, tecnicismi inutili: tutti i riempitivi possibili per nascondere il maledetto spazio bianco! L’effetto di questo approccio è un testo barocco, pesante e privo di ritmo. In sintesi, un documento in perfetto aziendalese d.o.c.

Come evitare di cadere in questa trappola, figlia di una inveterata abitudine che ci portiamo dietro dalla scuola, quando quattro fogli protocollo per il nostro tema erano l’obiettivo quantitativo minimo per accontentare la nostra professoressa di lettere? Dedicando molto tempo alla pianificazione.

Siamo figli di quell’idea, un po’ romantica, per la quale scrivere è un atto creativo inarrestabile, che viene più dal cuore che dalla mente e che va fatto di getto. Meglio rivederla, almeno per la nostra scrittura quotidiana sul lavoro

La preparazione è indispensabile. Siamo figli di quell’idea, un po’ romantica, per la quale scrivere è un atto creativo inarrestabile, che viene più dal cuore che dalla mente e che va fatto di getto. Meglio rivederla, almeno per la nostra scrittura quotidiana sul lavoro. La fase di scrittura – il mettere nero su bianco le parole – è giusto che avvenga di getto, ma solo se in precedenza si è costruita l’impalcatura. In arte è lo studio preparatorio, per le sarte il cartamodello.

Un’accurata pianificazione non può mai mancare. Gli scrittori professionisti destinano la maggior parte del tempo ad essa, poco alla stesura della bozza, resistendo alla tentazione di correggere, perché verrà dopo, nell’editing, al quale riservano una porzione importante di tempo. Gli scrittori non professionisti invece, tendono a fare il contrario: l’atto dello scrivere è un tutt’uno, non scindibile, di idea creativa, sua traduzione in parole e contestuale correzione.

Prima di partire pensa quindi a ciò di cui devi scrivere, fai un brainstorming, non censurarti, non pensare ad alcuna logica se non quella del flusso delle tue idee e mettile nero su bianco. Parti dall’argomento che il tuo testo dovrà sviluppare, e collegalo ad elementi e idee a supporto. La preparazione non finisce qui ma è un’ottima partenza. All’inizio è faticoso, ti parrà di non risparmiare tempo, anzi, avrai la percezione di investirne più di prima. Non ti scoraggiare! Funziona e ti permetterà di superare il tipico iniziale blocco dello scrittore.

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