Bardonecchia è la nuova Lampedusa, e la politica che si volta dall‘altra parte non merita di esistere

È il luogo in cui si radunano i migranti per tentare di arrivare in Francia, valicando le Alpi a quasi duemila metri di altezza, mal equipaggiati e a rischio di assiderare. Le storie delle due donne incinte e di chi le ha salvate ci chiedono di schierarci. Ma per la politica, Bardonecchia non esiste

Bardonecchia Linkiesta

Una migrante in partenza per attraversare il valico tra Bardonecchia e Briançon, a duemila metri di altezza, in sneaker e senza calze (PIERO CRUCIATTI / AFP)

27 Marzo Mar 2018 0750 27 marzo 2018 27 Marzo 2018 - 07:50

Bardonecchia. Tenetelo a mente, il nome di questa piccola città dell’alta val di Susa, perché al pari di Lampedusa sta diventando un luogo idealtipico della nostra coscienza civile, uno di quei posti che ci definiscono. A Bardonecchia, da mesi ormai, gli autobus scaricano decine di richiedenti asilo al giorno, pronti ad attraversare il confine alpino passando dal Passo della Scala, cinquecento metri più su, a quasi millenovecento metri, per raggiungere Briançon, dall’altra parte delle Alpi, in Francia.

A Bardonecchia, milletrecento metri di freddo polare, nei mesi invernali, il sindaco ha ordinato che i rifugi aprissero alle 23, quando già fa troppo freddo. Aprirli prima, spiega Annalisa Camilli nel bellissimo reportage uscito su Internazionale lo scorso 8 gennaio, sarebbe un pull factor, un fattore d’attrazione. Come se a chi ha attraversato il Sahara e il canale di Sicilia su una bagnarola si fermasse davanti a una porta chiusa. Come se nemmeno fossero sfiorati dal dubbio, i solerti amministratori, che in nome della deterrenza rischiano ogni giorno di far morire di freddo bambini e donne incinte.

Una di loro, cinque giorni fa, è stata soccorsa da una guida alpina a millenovecento metri di altezza, mentre camminava in un metro di neve col marito e due altri figli, a meno undici gradi, paralizzata dal gelo. Era incinta di otto mesi. La guida, francese, anziché riportarla a Bardonecchia, come prevederebbe la legge, l’ha lasciata all’ospedale di Briançon, dall’altra parte del confine, dove la donna ha partorito. Ora rischia cinque anni di carcere

Già perché ci sono pure loro, bambini e donne incinte, a provare a valicare il confine. Una di loro, cinque giorni fa, è stata soccorsa da una guida alpina a millenovecento metri di altezza, mentre camminava in un metro di neve - mai vista prima di allora - col marito e due altri figli, a meno undici gradi, paralizzata dal gelo. Era incinta di otto mesi. La guida, francese, anziché riportarla a Bardonecchia, come prevederebbe la legge, l’ha lasciata all’ospedale di Briançon, dall’altra parte del confine, dove la donna ha partorito. Ora la guida, incriminata, rischia cinque anni di carcere.

E non è che una, delle tante storie che arrivano da Bardonecchia. Ieri abbiamo letto che Israel è vivo e pesa un chilo. Israel, per chi non lo sapesse, è il figlio di Beauty e Destiny, una coppia nigeriana giunta in Italia attraversando il deserto e il canale di Sicilia. Anche loro volevano andare in Francia, ma non potevano attraversare il confine dal Passo della Scala perché lei Beauty, oltre a essere incinta, aveva un linfoma che la stava divorando e che nessuno si era preso la briga di curare, nonostante lei avesse tutti i documenti in regola, a differenza del compagno. Quando la gendarmeria francese ha respinto Destiny alla frontiera, Beauty ha deciso di rimanere con lui, a Bardonecchia. Lì con loro, c’era una pattuglia di poliziotti italiani, e qualche volontario. I poliziotti erano lì per multare Destiny, senza documenti, clandestino. I volontari per prelevare Beauty per portarla al Sant’Anna di Torino, dove è stata tenuta in vita artificialmente per un mese, affinché potesse dare alla luce Israel, che è nato prematuro, ma incredibilmente vivo.

Sono due storie, quelle delle due donne incinte di Bardonecchia, che urlano alla politica di girarsi da quella parte, verso le Alpi cozie, per decidere da che parte stare. Da quella del sindaco che chiude i rifugi, o da quella dei cittadini che aprono le loro case? Da quella di chi li porta una donna assiderata incinta di otto mesi all’ospedale di Briançon, o da quella di chi lo incrimina? Da quella di chi, di fronte Beauty e Destiny avrebbe deciso di occuparsi della clandestinità di lui, o da quella di chi ha deciso di occuparsi della salute di lei? Pensateci bene, se vi avanza un minuto tra una trattativa parlamentare e l'altra. A Bardonecchia farà freddo ancora per un po’.

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