«Giovani, muovete il culo!», l’urlo di Alberto Forchielli per fare la rivoluzione in un Paese di vecchi

Tra provocazione ed esortazione, il 12 aprile esce “Muovete il culo”, il manuale che consiglia di prendere Mattarella come stella polare. E fare sempre il contrario di ciò che dice

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Dalla pagina Facebook di Alberto Forchielli

5 Aprile Apr 2018 1235 05 aprile 2018 5 Aprile 2018 - 12:35

Segnatevi questa data: 12 aprile 2018. Esce Muovete il culo! È il nuovo, commovente, divertente, rivoluzionario, trascinante e imperdibile libro di Alberto Forchielli. Lo pubblica Baldini Castoldi che ha vinto l’asta con i soldi sganciati da Elisabetta Sgarbi, che l’ha voluto fortemente in catalogo nonostante Forchielli sia il nemico pubblico numero uno del fratello Vittorio. E chapeau a lei e a Luca Ussia, di Baldini Castoldi, che hanno avuto il coraggio di pubblicarlo, titolo compreso, con il rischio querele che seguirà.

Nel testo sono citato diverse volte e ciò mi riempie di orgoglio ma è più utile arrivare subito al dunque e già il sottotitolo mi è d’aiuto: Lettera ai giovani per fare la rivoluzione in un Paese di vecchi.

«Se Che Guevara o Borghese potevano essere criticati, questi nostri «rappresentanti», per intenderci, sono degli scappati di casa. Una dittatura morbida, quindi, che… legifera per i propri interessi che non collimano mai con quelli dell’Italia»

Non posso svelarvi troppi dettagli perché anche se è un saggio si sviluppa con una trama in crescendo che arriva a un finale esplosivo. Posso però riproporvi alcuni stralci, per capire il tono: «I cittadini devono tornare a fare i partigiani contro le folli regole istituzionali. Con una regola semplice. In sostanza bisogna prendere il presidente Mattarella come stella polare e fare sempre il contrario di quello che dice». Perché: «Bisogna avere il coraggio di dire che l’Italia è sotto la dittatura dei partiti. Per un colpo di Stato perpetrato, a nostro danno, da poveretti senza nessun ideale politico e/o rivoluzionario, che se Che Guevara o Borghese potevano essere criticati, questi nostri «rappresentanti», per intenderci, sono degli scappati di casa. Una dittatura morbida, quindi, che… legifera per i propri interessi che non collimano mai con quelli dell’Italia».

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