Non siamo la Germania: restare senza governo rischia di farci malissimo

Nel tergiversare di Salvini e Di Maio si coglie la tentazione di prolungare le trattative per guadagnare centralità e consensi, e poi andare al voto anticipato. Una strategia vincente per loro, ma pericolosa per l’Italia, a causa di conti pubblici e scadenze di bilancio. Mattarella, salvaci tu

Mattarella 2 Linkiesta

Vincenzo PINTO / AFP

5 Aprile Apr 2018 0750 05 aprile 2018 5 Aprile 2018 - 07:50

E così, mentre Di Maio e Salvini muovono le loro pedine da apprendisti strateghi di Palazzo, e mentre Renzi si ritira nel suo livoroso aventino, scopriamo che il rapporto deficit/Pil dell’Italia non è più dll’1,9%, come aveva scritto Gentiloni nell’ultima legge di bilancio, ma al 2,3%. E tocca aggiornare anche il rapporto debito/Pil, che non scende più sotto quota 132%, ma rimane sopra seppur di qualche punto di decimale. La “colpa” è del costo del salvataggio delle banche venete, che l’Eurostat ci impone di contabilizzare diversamente da come aveva fatto a suo tempo Padoan: 4,7 miliardi di extra deficit, per la precisione, risultante dalla differenza tra 14,7 miliardi di capitale pubblico a garanzia dei crediti deteriorati e 10 miliardi di ricavi attesi dalla vendita dei medesimi.

Quisquilie contabili, ma fino a un certo punto. Perché quei 4,7 miliardi di extra-deficit ce li ritroveremo da tagliare nella prossima legge di bilancio. E dovranno essere inseriti nel documento di economia e finanza, assieme ai 16 miliardi di clausole di salvaguardia da disinnescare, pena l’aumento dell’Iva. Totale: 20 miliardi e spicci di coperture da trovare - leggi: o tagli, o aumenti delle tasse - a monte delle promesse elettorali dei nostri prodi, dal reddito di cittadinanza, alla flat tax, sino all’abolizione della legge Fornero.

La sensazione è proprio questa. Che lo stallo giovi ai due vincitori del 4 marzo, Salvini e Di Maio: finché dura, possono rimanere nel limbo tra campagna elettorale e impegni istituzionali, tra sogni e realtà, prendendosi tutta la scena senza dover per forza fare i conti con le loro promesse e la loro certa sconfessione

Un ottimo motivo per non andare al governo, direte voi. E infatti la sensazione è proprio questa. Che lo stallo giovi ai due vincitori del 4 marzo, Salvini e Di Maio: finché dura, possono rimanere nel limbo tra campagna elettorale e impegni istituzionali, tra sogni e realtà, prendendosi tutta la scena senza dover per forza fare i conti con le loro promesse e la loro certa sconfessione. E, al momento buono, rovesciare il tavolo tornando al voto per raccogliere consensi addirittura maggiori rispetto a quelli del 4 marzo. I numeri gli danno ragione, peraltro: secondo gli ultimissimi sondaggi dell’Istituto Piepoli, il Movimento è salito al 34% e la Lega al 19%, mentre Pd e Forza Italia sono crollate rispettivamente al 17% e al 13%.

Resta da capire se ce lo possiamo permettere, un giochino del genere, lo stallo prolungato per mesi, senza alcun governo in carica C’è chi dice sì, che se l’hanno fatto Belgio, Spagna e Germania, perché non noi. C’è chi dice no, che non siamo la Germania e che se ancora ieri i dati Istat ci hanno raccontato di una disoccupazione giovanile che continua a crescere, pur nel contesto di una crescita dell’occupazione, vuol dire che la strada per la competitività e la crescita dell’Italia è ancora lunga e ha bisogno di una politica che cambi le cose. C’è chi si può permettere il pilota automatico, come la Germania. Noi no.

Non sappiamo cos’abbia in testa Mattarella, ma presumiamo che tra tutti gli attori sul palco sia il primo ad aver consapevolezza di questo stato delle cose. Ed è probabile, o perlomeno auspicabile, che almeno dal Colle, arrivi l’invito ad anteporre il bene del Paese rispetto a quello del Movimento, della Lega, del Partito Democratico. Non sarà un braccio di ferro semplice, né breve. Ma questo Paese senza governo per troppo tempo non ci può stare. Ed avventurieri al governo non può permetterseli. Prima la capiscono, i nostri apprendisti strateghi, meglio è. Per il bene di tutti.

Potrebbe interessarti anche