Figaro 2.0. Torna di moda l'antico mestiere del barbiere italiano

La barba è diventata il must-have dell'uomo moderno. Sono così tornati in auge i barber shop, ormai veri locali di tendenza. Hiro, il più famoso barbiere italiano, ha deciso di ampliare il suo mercato: una linea di prodotti e la prima piattaforma online di formazione per barbieri

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9 Aprile Apr 2018 0750 09 aprile 2018 9 Aprile 2018 - 07:50
Tendenze Online

Curata quasi a livelli maniacali e ostentata, negli ultimi anni la barba è diventata il “must have” dell’uomo moderno, un tratto per molti irrinunciabile. Pizzetto, mosca, zappa, integrale, la barba è tornata di moda e di conseguenza anche i barber shop. Prima erano luoghi necessari per la toilette quotidiana, mentre oggi le barberie sono veri e propri locali di tendenza dove prendersi cura di sé. Le aperture sono sempre più numerose, sia in Italia che all’estero, e anche le opportunità lavorative sono in forte crescita. Qualche anno fa era considerato un mestiere di seconda classe, sottovalutato, ma da tempo grandi artigiani italiani del settore lavorano duramente per riportare questa professione a livelli di eccellenza.

L’arte del fare la barba è un rito tutto italiano dedicato agli uomini, da realizzarsi con eleganza e stile. E ora anche di grande tendenza, in linea con il mondo hipster, che ne ha fatto un vero e proprio culto. E quando alla base di un culto vi sono passione, conoscenza e volontà, realizzare il tempio della barba è un gioco da ragazzi. Barber Mind è nato così, dal sogno di Hiroshi Vitanza, in arte Hiro, uno dei più famosi barbieri italiani.

Pizzetto, mosca, zappa, integrale, la barba è tornata di moda e di conseguenza anche i barber shop. Prima erano luoghi necessari per la toilette quotidiana, mentre oggi le barberie sono veri e propri locali di tendenza dove prendersi cura di sé

Nel suo sito scrive: «La passione e la conoscenza del mestiere del barbiere fin da piccolo, l’impostazione di una vita intera intorno a quello che prima di diventare un brand è stato uno stile di vita, un modo di vedere le cose e di pensare: il Barber mind». In queste parole viene espresso tutto l’orgoglio di portare avanti un mestiere nato in Italia e la volontà di crescere sempre di più, costruendo un percorso italo-americano. Sì, perché i barbieri italiani che in passato hanno portato il mestiere negli Stati Uniti sono stati un esempio da seguire, per Hiro.

Il lavoro del nostro Figaro è stato, dunque, quello di riportare in alto la grande professione del barbiere, che istituzionalmente ha anche un’insegna di riconoscimento (avete presente i paletti bianchi, rossi e blu davanti l’ingresso dei barbieri? Qui la storia). E talmente era grande la voglia di diffondere il Barber Mind, che Hiro ha scelto come logo un suo tattoo sul braccio. Sempre cercando di rimanere legato alle radici, ma con la voglia di creare anche qualcosa di nuovo.

Hiroshi ha imparato a fare barba e capelli, ha studiato le mode, intercettato le tendenze del settore e soprattutto ha ascoltato gli uomini che frequentavano il negozio, cogliendo le esigenze principali in fatto di cosmesi: pochi prodotti, semplici ed efficaci. Crea così una linea di prodotti per barba e capelli frutto di ricerca ed alta qualità, in grado di soddisfare le esigenze di praticità ed efficacia dell’uomo. Oggi Hiroshi ha la sua barberia a Buccinasco, a maggio scorso ha aperto un negozio anche a Milano, zona Ticinese, e infine ha realizzato questa linea di prodotti da barba che porta il suo marchio, Barber Mind, venduta anche all’estero.

L'arte del fare la barba, infatti, è un rito tutto italiano dedicato agli uomini, da realizzarsi con eleganza e stile. Un momento di relax e svago per il cliente

Per diffondere la sua esperienza e i suoi consigli, è nata, in collaborazione con Botteghe Digitali, un’accademia online, la prima in Italia, che vuole essere uno strumento utile alla crescita della professione dei barbieri. Un esperimento di training online, una piattaforma in cui le nuove leve possono imparare tutte le sfaccettature del mestiere di barbiere, dalla tecnica all’uso dei prodotti adatti fino all’ambito gestionale. Un vero e proprio manuale su come si apre e si gestisce al meglio una barbieria.

Barber Mind però non è solo un brand, ma un team di persone che ha saputo tradurre e mettere in pratica ciò che l’uomo ha sempre voluto. E così abbiamo intervistato il brand manager, Agatino Agrì, detto Tonz, che si occupa di business development, digital pr, comunicazione e marketing.

Come hai conosciuto Hiro?
Io e Hiro ci conosciamo da tanti anni, da quando ne avevo solamente 13. Andavo a tagliarmi i capelli da lui. Poi, per gioco, abbiamo iniziato a fare piccoli video su Youtube. Quando infine è nata Barber Mind, lui aveva bisogno di una persona che si occupasse dei social, voleva una persona di fiducia. E quindi ho iniziato a lavorare con lui.

Esiste sia un negozio di barbiere sia una linea di prodotti made in Italy. Come mai la scelta di avviare questo commercio di prodotti?
Tutto parte dal negozio stesso. Quando Hiro ha aperto il primo salone, nel 2012, ha iniziato anche a introdurre prodotti specifici, per capelli e barba. All’epoca non c’erano tanti prodotti sul mercato. Con il tempo i clienti stessi hanno iniziato a chiedere prodotti mirati per la cura personale. Tramite diversi feedback e pareri, si è così deciso di lanciare una linea di prodotti nel 2015. Ma non solo: la maggior parte dei brand non davano al barbiere un alto margine di guadagno e dunque c’era poco interesse per la rivendita stessa. Quindi ha lavorato su questo aspetto in modo da creare un prodotto con prezzo in linea con altri brand, ma che garantisse un margine di guadagno superiore per i rivenditori.

Nel mondo è riconosciuta l’eccellenza italiana, in ogni campo, anche nella cosmetica. Hiro ha scelto di prendere questo mestiere e di riportarlo in Italia, perché ormai era devalorizzato

Ed è proprio tutto Made in Italy?
Sì. Dagli ingredienti, al packaging, all’etichetta, al prodotto finito. Tutto è made in Italy. Nel mondo è riconosciuta l’eccellenza italiana, in ogni campo, anche nella cosmetica. Hiro ha scelto di prendere questo mestiere e di riportarlo in Italia, perché ormai era devalorizzato anche dal prezzo (anche se purtroppo ci sono ancora negozi dove è possibile fare la barba a tre euro, svilendo la professione). Si è così cercato di fare un’inversione di rotta e i nostri prodotti nascono proprio da questo intento.

Ma il nome del brand è in inglese…
Sì, perché comunque esportiamo in tutto il mondo.

Dove, in particolare?
Soprattutto in Europa, perché è più facile commerciare nella comunità europea. Ma abbiamo un grosso canale di vendita anche in Sud America e ora ci stiamo aprendo anche agli Emirati Arabi. Stiamo trattando proprio in questi giorni e a maggio saremo a Dubai per lanciare un evento. Anche in Asia le vendite vanno bene.

Quali novità ha portato Botteghe Digitali?
Hiro ha partecipato ai casting quando selezionavano gli artigiani, contattato proprio da Botteghe Digitali. E siamo partiti subito. Avevamo da tempo un progetto in mente, quello di realizzare una formazione online per i barbieri, sia tecnica che manageriale. Grazie a Botteghe Digitali, ci siamo riusciti e da un mese stiamo vedendo i primi risultati. Abbiamo aspettato a lanciare la piattaforma, aspettato il Cosmoproof di Bologna, per avere una maggiore risonanza. Grazie all’affiancamento di grandi professionisti, siamo riusciti a creare una sorta di “sottobrand”, con un lungo lavoro di ricerca tipografica per il logo, i colori, i caratteri. Ma anche per il web marketing siamo stati seguiti molto bene. È stata un’occasione positiva.

E i progetti dopo questa esperienza?
L’obietivo è quello di crescere e di strutturare sempre di più l’azienda. Oggi siamo in quattro, ma stiamo iniziando ad integrare altre figure. C’è bisogno di maggiore settorializzazione e di avere altre persone a bordo, soprattutto che possano curare la parte social.

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