Migranti e criminalità? Emergenze false per una campagna elettorale idiota

Numero più basso di reati negli ultimi 10 anni. Sbarchi sempre in diminuzione. Questi i dati diffusi dal ministro degli Interni Minniti. Mentre tutta la retorica della campagna elettorale ha giocato a enfatizzare emergenze che non c’erano, e si è giocata su un’agenda politica farlocca

Migranti_Linkiesta

PAO / MITTELMEER / BUNDESWEHR / AFP

11 Aprile Apr 2018 0750 11 aprile 2018 11 Aprile 2018 - 07:50

«Nel 2017 si è registrato il più basso tasso di reati degli ultimi dieci anni». E ancora: «Per il decimo mese consecutivo si è registrato un calo degli sbarchi di migranti. Dal 1 luglio scorso a oggi sono arrivate 95.600 persone in meno rispetto all'anno precedente». Queste le parole del ministro dell’interno Marco Minniti, pronunciate ieri alla festa per i 166 anni della polizia. E se ci fossimo svegliati da un lungo sonno il 5 marzo scorso, all’indomani delle elezioni politiche, forse ci sarebbero sembrate parole perfettamente aderenti alla realtà dei fatti. In effetti, è da quel giorno che non si sente più nessuno inveire contro i richiedenti asilo, contro gli stranieri che rubano, contro uno stato che non riesce o non vuole preoccuparsi della paura e dell’insicurezza dei cittadini. Non si sente e non si legge più nemmeno sui giornali, nei telegiornali e nei talk show. Niente.

Erano stati gli stessi dati diffusi dal ministero dell’Interno a Ferragosto a dirlo, del resto: nei primi sette mesi del 2017 erano diminuiti gli omicidi, le rapine, i furti, le denunce per stalking, gli omicidi volontari e quelli consumati in ambito famigliare, gli incidenti stradali, compresi quelli con esito mortale, persino le infrazioni per eccesso di velocità. Eppure, fino al giorno prima, fino al 4 di marzo, pare vivessimo in un Paese diverso, terrorizzato ed esasperato da un escalation di delitti senza precedenti, al punto tale che un pazzo che prende la pistola per farsi giustizia da se, a Macerata, contro persone a caso colpevoli solo di avere la pelle nera è stato addirittura preso ad archetipo di questa esasperazione, quasi giustificato nel suo gesto, come se chi l’avesse armato fosse stato chi non l’aveva difeso abbastanza.

E forse ce lo spiegheranno i politologi, i sociologi, gli psicoterapeuti perché la campagna elettorale è stata tutta giocata su i temi della sicurezza e di una presunta emergenza immigrazione. Quel che è certo è che era tutto fuorché la realtà

Per la precisione, quello stesso ministro dell’interno, Marco Minniti, che candidato a pochi chilometri di distanza, a Pesaro, aveva perso nettamente contro Andrea Cecconi, uno dei cosiddetti impresentabili del Movimento Cinque Stelle a causa della mancata restituzione dei rimborsi al fondo di microcredito del Ministero dello Sviluppo Economico, uno che aveva interrotto la campagna elettorale, annunciando che avrebbe rinunciato all’elezione.

E pure persino dietro ad Anna Maria Renzoni Bezziccheri, una ha passato la campagna elettorale a dire cose tipo «mi sono sempre occupata di sicurezza e a Pesaro ormai dobbiamo vivere sbarrati dentro casa, ci sono furti ogni giorno. Sono contenta che dovrò confrontarmi con Minniti perché è l’esempio di quello che in Italia non è mai stato fatto ovvero, non è mai stata presa in considerazione la sicurezza del cittadino». Nell’anno con il più basso tasso di reati del ultimi dieci anni, mezzo Paese ha votato in preda al terrore.

Forse ce lo spiegheranno i politologi, i sociologi, gli psicoterapeuti perché è andata così. Se è stata un’allucinazione collettiva, o l'effetto di un martellamento propagandistico unidirezionale, il portato di anni di insicurezza sociale che poco c’entra coi migranti e molto con la crisi economica e l’aumento delle disuguaglianze sociali, esplosa tutta in un colpo solo. Quel che è certo è che era tutto fuorché la realtà. E sarà pure ingiusto per chi ha perso, ma se ora tiriamo un bel respiro, ci battiamo tre volte la mano sul petto e cominciamo ad affrontare i problemi per quello che sono, a chiamarli con il loro nome, a evitare di addossare tutto il rancore verso chi, per ragioni meramente etniche, non ne merita nemmeno una stilla e a risolvere i veri problemi di questo Paese - ve ne siete accorti che la ndrangheta ha ammazzato un tizio con un autobomba, o che la disoccupazione giovanile è cresciuta ancora, vero? - forse è la volta buona che ci rimettiamo in carreggiata. Sempre che non arrivi un’altra campagna elettorale a rovinare tutto, s’intende.

Potrebbe interessarti anche