Essere mamme e papà? Aiuta anche in azienda

Avere figli permette di sviluppare abilità che possono essere riutilizzate sul lavoro. Le competenze genitoriali corrispondono a soft skill ricercatissime dalle aziende. Ecco perché la maternità può diventare un master: parola di Riccarda Zezza

Pregnancy Linkiesta

(Pixabay)

20 Aprile Apr 2018 1120 20 aprile 2018 20 Aprile 2018 - 11:20

Essere mamme o papà? Meglio scriverlo nel curriculum. Gestire figli, casa, scuola, palestra, piscina, compiti e raffreddori permette infatti di sviluppare abilità che possono essere riutilizzate sul lavoro. Dal problem solving alla capacità di negoziazione, dall’empatia alla creatività: le competenze genitoriali corrispondono alle cosiddette soft skill, ricercatissime dalle aziende e indicate anche dal World Economic Forum come le abilità centrali nel futuro mondo del lavoro.

«Alcune esperienze della vita, come la maternità o la paternità, sono delle vere e proprie palestre, perché il cervello si rimette in moto proprio come quando i bambini vanno alle elementari. È lo stesso tipo di apprendimento», spiega Riccarda Zezza, ceo di Life Based Value e coautrice del metodo di apprendimento Maam (Maternity as a master, La maternità è un master), il primo programma al mondo che trasforma la maternità in un master per lo sviluppo delle competenze soft. Le aziende comprano un pacchetto di lezioni, proposte poi ai dipendenti genitori, che riconoscono e mettono in pratica le competenze genitoriali nella vita lavorativa ed extralavorativa.

«Oggi più che mai le competenze soft fanno la differenza nella produttività e nella capacità di innovazione di un’azienda», dice Zezza. «Ma sono difficilissime da formare nelle persone solo in aula. Si può fare teoria, ma poi l’apprendimento avviene attraverso la pratica». E quale pratica migliore della genitorialità? «Quando si aggiunge una dimensione identitaria, come nel caso della maternità, il cervello si rimette ad apprendere molto velocemente, perché deve gestire una situazione completamente nuova, più complessa, continuamente in cambiamento. Quando nasce un figlio, le prime cose che metti in moto sono l’agilità mentale e il problem solving». Ogni giorno è diverso dall’altro. Ed è attraverso la vita di tutti i giorni che si fa formazione pratica: basta dare un nome e riconoscere alcune abilità.

Ascolto, comunicazione, intelligenza emotiva, creazione di alleanze, giudizio e presa di decisione, gestione del tempo e delle priorità, delega e collaborazione, gestione della complessità, creatività, apprendimento attivo e agilità intellettuale, complex problem solving, visione e gestione del cambiamento, networking. Queste sono le dieci competenze chiave per il mondo del lavoro da qui al 2020, elencate dal World Economic Forum.

Le competenze soft fanno la differenza nella produttività e nella capacità di innovazione di un’azienda. L’apprendimento di queste avviene attraverso la pratica. E quale pratica migliore della genitorialità?

Riccarda Zezza, ceo di Life Based Value

Parlando delle competenze, Zezza ribadisce che una mamma le possiede tutte. «Pensiamo a quante decisioni prende ogni giorno un genitore. O alla capacità di negoziazione, che comincia già quando il bambino ha un anno/un anno e mezzo». Alla fine molte delle donne che hanno partecipato ai programmi di Maam, al contrario di quello che di solito si fa in Italia, hanno iniziato a parlare della maternità anche nei curriculum e nei colloqui di lavoro.

CONTINUA A LEGGERE SU MORNINGFUTURE

Potrebbe interessarti anche