La scommessa dei perdenti: così Renzi e Berlusconi puntano al Governo Mattarella

La trattativa Salvini-Di Maio non va avanti. Il Governo Lega-Cinque Stelle si allontana. Ma sia Renzi che il Cav. Hanno un piano B per restare nel gioco. Tra tante (forse troppe) incognite

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20 Aprile Apr 2018 0750 20 aprile 2018 20 Aprile 2018 - 07:50

Potremmo chiamarla la scommessa dei perdenti, il tentativo di Renzi e Berlusconi di tornare in gioco approfittando dell’impasse nella trattativa tra Salvini e Di Maio. Il mezzo è un governo del Presidente, incaricato e legittimato da Sergio Mattarella dopo il fallimento di ogni altra opzione. Un governo guidato da Raffaele Cantone o da Carlo Cottarelli col mandato di rispettare le scadenze europee, di far sì che l’Italia adempia ai propri impegni di politica estera e di cambiare la legge elettorale, per garantire maggior governabilità a partire dal prossimo turno.

Queste sarebbero le premesse, sia chiaro. Poi, sì sa, disegni di questo tipo prendono vita propria, e non si sa mai come vanno a finire. Quel che è certo, per ora, è che bisogna seguire questa strada se si vuole comprendere perché Berlusconi continui a rifiutarsi di fare un passo di lato. Mentre lui presenzia, più o meno silente, alle consultazioni, i fidi Renato Brunetta e Gianni Letta intessono trame col Quirinale e con i democratici di rito renziano. E già che ci sono - si riscoprono improvvisamente più austeri di Schauble: «ll futuro Esecutivo dovrà proseguire sulla strada delle riforme strutturali e del risanamento dei conti pubblici - ha ricordato ieri l’altro proprio l’ex capogruppo di Forza Italia alla Camera - fino ad arrivare al pareggio di bilancio nel 2020, come concordato con le istituzioni europee». Come a dire: ricordatevi che dovete tagliare, cari giovani vincitori, che non sarà una passeggiata, proprio per nulla.

«Tocca a loro», continua a ripetere pure Renzi, che in questi giorni, tra tweet sul sole a Firenze e newsletter sul Qatar e sulla prossima Leopolda, fa di tutto per far vedere che delle consultazioni non gliene frega nulla. In realtà, anche lui sta lavorando al piano B

«Tocca a loro», continua a ripetere pure Renzi, che in questi giorni, tra tweet sul sole a Firenze e newsletter sul Qatar e sulla prossima Leopolda, fa di tutto per far vedere che delle consultazioni non gliene frega nulla. In realtà, anche lui sta lavorando al piano B, ma prima deve davvero dimostrare che le sue due altrettanto giovani nemesi, Di Maio e Salvini, non sono stati in alcun modo capaci di sfruttare la loro occasione. Più del fallimento di un esecutivo Lega - Cinque Stelle, tuttavia, all’ex segretario Pd interessa che fallisca il tentativo ad esso speculare: quello di un asse tra Di Maio (o Fico) e i suoi nemici all’interno dei democratici, a partire da Dario Franceschini. A quel punto, assieme al governo del Presidente, potrebbe partire pure la resa dei conti all’interno del Partito.

Tutto fuorché una strada semplice, certo. I cui ostacoli - a partire dal veto leghista a un governo col Pd, speculare a quello dei Cinque Stelle su Berlusconi - appaiono allo stato attuale quasi insuperabili. Ma il tempo gioca a favore di questa opzione e dei suoi abili e pazienti tessitori, ogni giorno che passa. E Mattarella, che tutto vuole fuorché le elezioni, pure. Staremo a vedere.

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