La settimana nera di Silvio Berlusconi: forse siamo davvero ai titoli di coda

La condanna di Dell'Utri, i veti di Di Maio, gli strappi con Salvini. Stanco e affaticato, il leader di Forza Italia stavolta non sembra in grado di parare tutti i colpi. E le elezioni in Molise potrebbero davvero dargli il colpo di grazia

Sivlioberlusconi Linkiesta

Miguel MEDINA / AFP

21 Aprile Apr 2018 0730 21 aprile 2018 21 Aprile 2018 - 07:30

Ci mancava solo la condanna di Marcello Dell’Utri a dodici anni di galera nell’ambito del processo sulla trattativa Stato -Mafia, una condanna che per il pubblico ministero Nino Di Matteo - pubblico ministero nel dibattimento, molto vicino al Movimento Cinque Stelle - certifica i rapporti tra Silvio Berlusconi e Cosa Nostra come politico, negli anni della sua discesa in campo. Una sentenza, questa, che avrebbe fatto rumore in qualunque momento, ma che oggi assume le sembianze di un bombardamento letale in un bunker ormai accerchiato, in quella che già si annunciava come la settimana terribile dell’ex Cavaliere.

Prima, l’ennesima umiliazione subita da Luigi Di Maio e dal Movimento Cinque Stelle, che al massimo è disposto ad accettare l’appoggio esterno di Forza Italia a un governo di coalizione con la Lega, ma che con Berlusconi non vuole nemmeno sedersi al tavolo. Poi, altre crepe con Matteo Salvini, che ha accusato il leader di Forza Italia di voler spaccare il centrodestra, una difesa che assomiglia tanto alla preparazione di un attacco. A seguire, nei prossimi giorni, l’incognita del voto regionale in Molise di domenica 22 marzo e l’ecatombe annunciata in Friuli, dove la Lega potrebbe sancire una primazia schiacciante nei confronti dell’alleato. Nel mezzo, non bastasse, pure l’uscita del primo dei due film biografici di Paolo Sorrentino, Loro 1, le cui anticipazioni fanno presagire un forte dosaggio di Bunga Bunga, a rincararne l’impresentabilità. E, a proposito di Bunga Bunga, c’è pure - ciliegina sulla torta - la sentenza del processo Ruby Ter che incombe.

La sentenza sulla Trattativa irrigidirà ancora di più il Movimento Cinque Stelle nel suo veto anti-berlusconiano e presumibilmente avrà un peso anche nelle scelte del presidente della repubblica. Così come le elezioni regionali rafforzeranno il peso politico di Matteo Salvini all’interno della coalizione di centrodestra, all'interno dei parlamentari di Forza Italia, e nelle coalizioni locali governate dal centro-destra

Avviso ai naviganti: dare per sconfitto Berlusconi è un errore che già altri, in tempi nemmeno troppo distanti, hanno scontato a caro prezzo. Ultimi, in ordine di apparizione, Gianfranco Fini, Giorgio Napolitano, Pierluigi Bersani, Matteo Renzi. Un errore figlio dell’enorme e cronicamente sottovalutata capacità del Caimano di incassare i colpi più pesanti senza mai cadere al tappeto, per poi contrattaccare con una spregiudicatezza, un acume tattico (e una disponibilità finanziaria) che non ha nessuno.

Tutto vero: ma con questo non bisogna nemmeno avere le fette di salame sugli occhi. La sentenza sulla Trattativa irrigidirà ancora di più il Movimento Cinque Stelle nel suo veto anti-berlusconiano e presumibilmente avrà un peso anche nelle scelte del presidente della repubblica. Così come le elezioni regionali rafforzeranno il peso politico di Matteo Salvini all’interno della coalizione di centrodestra, all'interno dei parlamentari di Forza Italia, e nelle coalizioni locali governate dal centro-destra. Non a caso, oggi, diversi autorevoli esponenti del partito del Cavaliere, seduti al ristorante adiacente a Palazzo Lombardia, assicuravano che la giunta Fontana avrebbe retto senza problemi di fronte a un’eventuale rottura nazionale tra Lega e Forza Italia: «Quello è tutto teatrino romano - spiegava uno di loro - Qui sono troppi e troppo diversi gli interessi in gioco». Troppi, anche per il potere di persuasione e la voglia di riscatto del Cavaliere dimezzato. Troppi, per un politico-imprenditore all’ultimo giro di giostra utile per poter mettere in sicurezza l’eredità del suo impero televisivo. Troppi, forse, anche per il più grande incassatore di tutti.

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