Arthur Rimbaud contro i politici, e la politica

Ai tempi della guerra franco-prussiana Rimbaud non ha neanche 16 anni. Eppure, in un racconto scritto sotto pseudonimo (e per questo finora inedito) dà prova di tutta la sua vena satirica. Qualche mese dopo, diventerà il poeta che tutti conosciamo

Rimbaud Linkiesta

Un'illustrazione del poeta francese Arthur Rimbaud

Christiaan Tonnis / Flickr Creative Commons

24 Aprile Apr 2018 1115 24 aprile 2018 24 Aprile 2018 - 11:15

L’anno è quello che precede l’esplosione. 1870. Non ancora un ragazzo. Tra i 15 e i 16 anni. “Il 1870: il vero risveglio del suo genio poetico”. Arthur Rimbaud. L’angelo lirico. L’icona della poesia come sfregio e gratuità. La poesia come salto e come scelta, davanti a cui ogni ‘risultato’ editoriale, ogni ‘successo’ è nulla di fronte all’impagabile e all’inappagato. Quell’anno. 1870. “In soli dodici mesi nacquero le ventidue composizione della raccolta Demeny” (Gian Piero Bona, nell’edizione Einaudi delle Opere). Il poeta Arthur Rimbaud nasce quell’anno. E quell’anno esplode. Cominciano le reiterate fughe dal grigiume provinciale verso Parigi – dove il divo Arthur, letteralmente, piscerà in testa ai tromboni della lirica d’allora e si tromberà Verlaine. “La signora Rimbaud, avvertita della fuga del figlio, lo fece ritornare a casa. Il ragazzo poté così assistere ai bombardamenti delle artiglierie su Mézières e Charleville”. 1870. Guerra franco-prussiana. Il poeta vede il suo paese natio, nella tediosa provincia, bombardato. In questo contesto va letto un documento speciale. S’intitola Le Rêve de Bismarck, ed è un racconto antiprussiano che Rimbaud, sotto lo pseudonimo di Jean Baudry – così si chiama l’eroe della commedia eponima di Auguste Vacquerie, in scena dal 1863 – pubblica su “Le Progrès des Ardennes”, rivista fondata l’8 novembre di quell’anno dal fotografo Émile Jacoby e durata meno di un anno. Il testo è importante perché: a) dimostra il precoce desiderio ‘giornalistico’ di cartografare i tempi da parte di Rimbaud; b) ci mostra la verve satirico-politica e fisiologico-elzevirista del poeta (insistere sul naso, che fu di Gogol’ e sarà di Pirandello, di chi fiuta ‘il colpaccio’ e viene colpito, è florido esempio della ‘nasità’ nella letteratura europea); c) è una delle tante ‘cariche’ che preludono all’esplosione deflagrante di Rimbaud (sei mesi dopo, nel 1871, all’amico Paul Demeny, Rimbaud invia la cosiddetta ‘Lettera del veggente’, trattato di poetica radicale, dove la poesia è intesa come esperienza di sgretolamento-sregolatezza dei sensi).

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