Concertone del primo maggio, ci avete rotto il cazzo

Il concerto a Roma è stato l’occasione per le provocazioni/parolacce comode e scontate del leader de Lo Stato Sociale. Avremmo voluto vederle a Sanremo, magari, ma lì il nostro Lodo si è ben guardato dal fare rumore

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2 Maggio Mag 2018 1000 02 maggio 2018 2 Maggio 2018 - 10:00

I tempi devono essere definitivamente cambiati, se della Festa del 1° maggio 2018 ci resterà un… Lodo. L’intemerata del cantante de ‘Lo Stato Sociale’, dal palco del sedicente concertone di Piazza San Giovanni, è diventato rapidamente il caso del giorno, con il suo carico di critiche e offese più o meno volgari a nuovi e vecchi potenti. Nel mirino, fra gli altri, il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Luca Cordero di Montezemolo. Un attacco, vecchio come il cucco nei temi, nella forma e nel palcoscenico scelto: il rassicurante proscenio dell’appuntamento musicale del 1° maggio, teoricamente organizzato dai sindacati, da anni scaduto a riserva indiana di una sinistra da salotto e post-eskimo, brasata come la direzione del Pd.

Vorrei proprio chiedere conto allo Stato Sociale tutto del loro coraggio a corrente alternata. I nostri eroi si sono guardati bene da lanciare proclami e ‘vinceremos’ da Sanremo, palco molto diverso e ben più scomodo di quello di Piazza San Giovanni. Lì dove avrebbero potuto far rumore sul serio, sconvolgendo il Festival, la messa cantata degli italiani, sono stati dei tenerissimi rivoluzionari da You Tube, con il loro pezzo dalla critica facile-facile, in cui il massimo della trasgressione erano le maschere di Renzi nel video e la vecia, mandata allo sbaraglio sul palco.

Ammazza che coraggio, che pelo sullo stomaco. Meno male che poi un 1° maggio, un concertone (che più ino non si può proprio più) non lo si neghi proprio a nessuno. Lo spettacolo di ieri, così, risulta utile a comprendere molto della sinistra di oggi, almeno come l’ormai fantasmatica Direzione del Partito Democratico di domani. Una sinistra dispersa e annichilita, fra il ribellismo salottiero e sostanzialmente privo di coraggio visto ieri a Roma e un dibattito di partito surreale, in cui gli ‘ex-leader’ – piaccia o non piaccia – sono gli unici degni di questo nome.

Lodo ha scelto di lanciare i suoi anatemi nel modo più facile, scontato e inutile, come in via del Nazareno nessuno ha il coraggio di guardare in faccia la realtà: per archiviare una stagione devi sfidare e battere in campo aperto l’emblema di quella stagione.
Altrimenti resterai uno Sfera Ebbasta qualsiasi: il massimo della tua trasgressione e delle tue vittorie sarà un dito medio, alzato in diretta Tv.

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