Dimenticate lo Scudetto: la cosa più bella della Serie A è la lotta per non retrocedere

È stato ed è un bellissimo campionato. Pieno di lotte all’ultimo respiro, dallo scudetto alla Champions, alla retrocessione. Con cinque squadre a contendersi due posti. Finale al cardiopalma per la serie A

Buffon_Juventus_Linkiesta

MARCO BERTORELLO / AFP

7 Maggio Mag 2018 0735 07 maggio 2018 7 Maggio 2018 - 07:35

Okay, la Juve è campione d’Italia. Dai, manca solo la matematica ma, di fatto, è campione e, nonostante le montagne russe emotive che abbiamo affrontato in questo bellissimo campionato, lo sapevamo tutti. Ma la Serie A in questa stagione ci ha regalato uno scontro bellissimo, meglio sicuramente delle ultime annate e poi ci ha regalato scontri per ogni obiettivo. Ad esempio, la corsa agli ultimi due posti per partecipare alla prossima Champions League se li stanno ancora giocando tre squadre, Roma, Inter e Lazio. L’Europa League è roba di Milan, Atalanta e Fiorentina, ampiamente in corsa. Ma ciò che senza dubbio affascina di più in questa stagione della massima serie italiana è la lotta per non retrocedere. A differenza degli altri anni oggi ci troviamo di fronte a uno scontro tra cinque squadre, chi perde sarà l’ultima delle tre squadre (le altre sono già matematicamente in Serie B e sono Benevento e Hellas Verona) che scenderanno di categoria. Cagliari, Chievo Verona, Udinese, Crotone e Spal. Cinque squadre per un allontanare quel diciottesimo posto che sancirebbe una deludente annata e una sciagurata inversione di marcia.

Se qualche produttore hollywoodiano volesse creare un film o una serie televisiva sul calcio, eccola qui, non ci sarebbe bisogno nemmeno di scrivere la storia o trovare i protagonisti. La sceneggiatura è già stata scritta dal fato e coordinata dal dio del calcio. Cinque squadre che provengono da cinque zone diverse dell’Italia e che hanno cinque storie, cinque motivazioni e cinque qualità differenti si ritrovano a dover combattere in un tutti contro tutti dove il primo che sanguina sarà colui che dovrà soccombere. Ma andiamo con ordine. Attualmente la squadra che, calendario e classifica alla mano, rischia di più è il Cagliari che ha 33 punti e dovrà affrontare nelle ultime due giornate Fiorentina e Atalanta, entrambe, come detto in precedenza, in piena lotta per l’Europa League. La squadra isolana si trova in una posizione che, a bocce ferme, probabilmente non si meriterebbe né come blasone né come qualità dei giocatori. Sau, Pavoletti, Joao Pedro, Cigarini, Barella, Farias sono tutti giocatori dalle ottime qualità tecniche che non dovrebbero permettere a una squadra di arrivare fino alle ultime due giornate con il rischio della retrocessione.

Se qualche produttore hollywoodiano volesse creare un film o una serie televisiva sul calcio, eccola qui, non ci sarebbe bisogno nemmeno di scrivere la storia o trovare i protagonisti. La sceneggiatura è già stata scritta dal fato e coordinata dal dio del calcio

Discorso simile per Chievo Verona e Udinese. La squadra veronese è da anni una squadra arcigna, difficilmente penetrabile, soprattutto in casa, e brava a salvarsi sempre con quattro o cinque gare d’anticipo. Quest’anno non è andata così. I fattori sono molti o forse pochi. La verità è che la squadra non ha seguito più i piani e le idee del proprio allenatore (Maran, poi sostituito con D’anna). Il Chievo è una squadra esperta ma crea poco e spesso spreca in fase offensiva. Il suo calendario non è roseo ma nemmeno impossibile. Dopo la vittoria in casa contro il Crotone di questa giornata dovrà affrontare il Bologna, quasi salva, e poi il Benevento già retrocesso. Due partite fattibili sulla carta. Molto simili il calendario per l’Udinese che dovrà affrontare l’Hellas, già in B dopo la sconfitta contro il Milan, e poi il Bologna nell’ultima giornata.

La squadra friulana è passata da un paio di mesi incredibili con otto risultati utili consecutivi senza sconfitte a undici partite di fila senza conquistare punti, passando per il pareggio contro il Benevento e l’ultima sconfitta contro l’Inter per 4-1. Da Oddo a Tudor, anche qui il passaggio di testimone in panchina non ha suscitato l’effetto sperato ma un squadra che possiede Lasagna, Barak, Balic, Jankto, Widmer non può trovarsi in quella posizione di classifica. Soprattutto dopo aver dimostrato di poter battere squadre ben più attrezzate e preparate (e abituate aggiungerei) come Atalanta, Inter e Genoa.

Siamo passati dall’isola, la Sardegna, alla città di Giulietta e Romeo e poi per Udine. Adessi scendiamo verso l’Emilia-Romagna per parlare della neopromossa Spal. La squadra di Ferrera è stata per tutta la stagione riconosciuta come una squadra intelligente, con delle individualità interessanti, che subisce pochi gol ma ne realizza altrettanti. La squadra di mister Semplici affronterà prima il Torino, che non ha più molto da chiedere a questo campionato, e poi la Sampdoria. Calendario difficile ma con le motivazione che ha la Spal potrebbe mantenere la sua poltroncina e guadagnando due punti sue sei a disposizione potrebbe matematicamente concedersi il privilegio di rimanere nella massima serie.

E poi rimane il Crotone. Dopo l’isola, il nord, il centro, eccoci al sud, in Calabria. Lo scorso anno la squadra rossoblu ottenne una salvezza insperata con risultati fortuiti, incroci bizzarri e giocate d’altro mondo. Zenga ha preso la squadra quando si trovava in grossa difficoltà soprattutto dal punto di vista morale e della mentalità e con la sua grinta, con il suo carisma, ha ridato dignità a giocatori e pubblico, portando il Crotone a tentare un’altra grande impresa ma c’è un grosso ma alle porte della squadra calabrese. Le prossime due giornate si giocheranno contro Lazio e Napoli. La prima si gioca l’accesso alla Champions e la squadra di Sarri potrebbe non avere nulla da chiedere all’ultima giornata ma difficilmente si abbasserà permettendo al Crotone di vincere in scioltezza. Qui le difficoltà sono al massimo livello possibile.

Cinque squadre, cinque storie, cinque emozioni. Se dovessi scommettere un centesimo su chi sarà la squadra che abbandonerà la prossima stagione della Serie A passando alla categoria dei cadetti, forse scommeterei su una delle due squadre che veste i colori rossoblu. Il finale di questa serie tv è ancora aperto. Siamo pronti a vivere le ultime due puntati, sperando che non ci sia nessun cliffhanger.

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