Non prendete quell’aereo! Aeroporti in tilt: più di 700 voli cancellati

Solo Alitalia ha cancellato oltre 200 voli. Scioperano gli uomini radar e gli addetti delle società di handling. Colpa del mancato rinnovo del contratto di settore, anche a causa dello stallo sul futuro di Alitalia

Alitalia Linkiesta

(Andreas SOLARO / AFP)

8 Maggio Mag 2018 1132 08 maggio 2018 8 Maggio 2018 - 11:32

Martedì nero per chi vola. Ancora più per Alitalia. Con un doppio sciopero (dalle 10 alle 18 e dalle 13 alle 17, in base alle sigle sindacali aderenti), si fermano i lavoratori delle società di movimentazione bagagli negli aeroporti e i controllori di volo. Enac, che ha pubblicato l’elenco dei voli garantiti, ha annunciato che i voli cancellati sono 721 tra arrivi e partenze su tutto il territorio nazionale. Con la sola Alitalia che ha depennato oltre 200 collegamenti.

Il motivo dello sciopero è il contratto nazionale di settore scaduto a fine 2016 e non ancora rinnovato. Lo stallo è dovuto anche allo stop dei negoziati per Alitalia e alle proroghe stabilite dal governo sulle offerte di acquisto e la cassa integrazione dei lavoratori. Tant’è che tra le richieste dei sindacati c’è anche quella di andare avanti comunque nella negoziazione, al di là della situazione della ex compagnia di bandiera, che sta condizionando l’intero comparto.

Per le società di handling aeroportuale (gli addetti ai servizi di terra), si aggiunge anche il fatto che il vecchio contratto non sarebbe neanche rispettato: il nuovo testo prevede aumenti in busta paga, che però non verrebbero versati. Per questi lavoratori è il terzo sciopero nazionale da novembre 2017. Ma, spiegano i sindacati di categoria, i due stop precedenti non hanno prodotto «da parte datoriale nessuna seria e dignitosa intenzione di procedere a ricomporre la delicata applicazione del ccnl del trasporto aereo dell’11 dicembre 2015». I sindacati si riferiscono in particolare al mancato rispetto degli aumenti della paga oraria da parte delle aziende associate ad Assohandlers.

In aggiunta, c’è poi il nuovo piano industriale dell’Enav, che prevede un investimento di 650 milioni in cinque anni per l’ammodernamento tecnologico, ma anche modifiche nell’organizzazione del lavoro, che ai sindacati non vanno giù. Come la riduzione dei centri di controllo per l’assistenza al volo da quattro a due, che provocherà lo spostamento dei lavoratori da Brindisi a Roma e da Padova a Milano nei prossimi anni. E anche l’inserimento della nuova tecnologia di controllo per il traffico aereo da remoto, che da 26 aeroporti si concentrerà solo su Brindisi e Padova. Circa 700 dipendenti potrebbero essere interessati dalla mobilità nei prossimi anni.

Essendo uno sciopero annunciato da tempo, da Alitalia assicurano che molti passeggeri sono stati riprotetti sui primi voli disponibili. Certo, non tutti. Negli aeroporti resteranno bloccati soprattutto i viaggiatori stranieri che non avevano notizie dell’ennesimo sciopero nei cieli italiani.

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