Alle Hawaii hanno un rimedio per fermare la lava dei vulcani: barriere di foglie sacre. Ma funziona?

La credenza popolare associa queste foglie alle divinità della fertilità. Si pensa che, in generale, offrano protezione a chi le possegga o le abbia in mano. Ma a volte non va sempre così

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Frederic J. BROWN / AFP

10 Maggio Mag 2018 0720 10 maggio 2018 10 Maggio 2018 - 07:20

Vivere vicino a un vulcano significa, anche se spesso lo si dimentica, accettare il rischio. Alle Hawaii, dopo l’eruzione spettacolare del vulcano Kilauea, se lo sono ricordati, anche perché la lava che è avanzata fino alle case e alle strade è stata un buon reminder.

In ogni caso gli abitanti del luogo hanno un rimedio contro questo tipo di problemi: una specie di siepe. O meglio, una serie di rami fogliosi piantati nel terreno (e spesso nelle fessure che si formano sull’asfalto). Si tratta della Cordilina fruticosa, una pianta tropicale che, come ricorda l’Associated Press, viene considerata dalla popolazione “un’offerta sacra” alla dèa Pele, divinità del fuoco e dei vulcani. Secondo la tradizione la lava non supererebbe le barriere fatte da foglie di cordilina. Sarà vero?

Il loro valore sacro è antico. Le foglie di cordilina sono associate con Lono, dio della fertilità, e con Laka, dèa della danza hula (da cui, appunto, deriverebbe il celebre hula hoop). Erano utilizzate in un’ampia varietà di rituali tra cui quello, piuttosto curioso, che toglieva la proibizione di mangiare maiale.

In generale, però, si tratta di una pianta che offrirebbe protezione. Alcuni le usano contro la lava dei vulcani, altri per tenere lontani gli spiriti maligni in generale. Le mettono sotto il letto, le usano per avvolgere il cibo, le piantano intorno alla casa. È una superstizione, come è chiaro, e non ha nessun valore reale. Ma quando un vulcano sputa fuori lava, fumo e lapilli, qualsiasi forma di riparo funziona. O almeno lo si spera.

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