I veri estremisti sono gli italiani, non Di Maio e Salvini

La bozza trafugata dell’accordo Lega-Cinque Stelle, per quanto parziale e non definitiva, rispecchia in pieno l’agenda politica dei loro elettori. È inutile, ora, che ci stupiamo di quel che realizzeranno e delle conseguenze che produrrà: è esattamente quello che volevamo

Governo Cambiamento Linkiesta
16 Maggio Mag 2018 0755 16 maggio 2018 16 Maggio 2018 - 07:55

16 milioni, 426mila, 724 italiani. O, se preferite, il 50,2% dei consensi alle elezioni del 4 marzo scorso. Chiedete a loro. Perché sono loro, siete voi, siamo noi, la maggioranza di noi italiani, gli estensori del programma tra Lega e Cinque Stelle, anche della versione parziale, non definitiva e hard apparsa sull’Huffington Post nella serata di ieri. È la maggioranza di noi che ha votato due forze politiche che, in momenti e con intensità diverse, hanno messo in discussione la permanenza italiana nel perimetro della moneta unica. È la maggioranza di noi che vuole mandare a casa i clandestini e respingere tutti i barconi che solcano il canale di Sicilia. È la maggioranza di noi che vuole poter sparare a chi gli entra in casa. È la maggioranza di noi che ha solidarizzato con Luca Traini più che con le vittime della sua sparatoria in centro a Macerata. È la maggioranza di noi che non capisce perché ci dev’essere l’obbligo di vaccinare i bambini. È la maggioranza di noi che vuole abolire la legge Fornero, un taglio radicale delle tasse e un welfare molto più generoso, contemporaneamente. Ed è la maggioranza di noi che è propensa a credere che basti battere i pugni sul tavolo a Bruxelles per tornare a spendere e spandere impunemente come si usava fare nei ruggenti anni ’80.

È la maggioranza di noi e oggi chi si stupisce è uno che fino a ieri è vissuto su Marte. O davvero credete che gli italiani abbiano votato in massa contro il governo uscente, a dispetto di anni di relativa stabilità economica e sociale, perché non potevano sopportare Renzi? No, anime belle di mamma. Che sia di pancia o di testa, realizzabile o irrealizzabile, portatrice di salvezze o apocalissi, questa è l'agenda del Paese, né più né meno. Gli italiani avevano votato centrodestra e Cinque Stelle perché volevano questa roba qua, perché pretendevano questa roba qua. E adesso, semmai, il problema è un altro. Che i più ragionevoli del mazzo sono con ogni probabilità gli apprendisti stregoni che stanno redigendo l’accordo di governo - e che infatti si sono affrettati a smentire se non altro l’attualità del documento trafugato dall’Huff Post - non i loro elettori. I loro elettori, a geometria variabile, si aspettano molte delle cose contenute in quel programma. Se non le otterranno, almeno in parte, si incazzeranno ancora di più. E la loro domanda politica rimarrà inalterata.

È la maggioranza di noi e oggi chi si stupisce è uno che fino a ieri è vissuto su Marte. O davvero credevate che gli italiani abbiano votato in massa contro il governo uscente, a dispetto di anni di relativa stabilità economica e sociale, perché non potevano sopportare Renzi? No, anime belle di mamma. Gli italiani avevano votato centrodestra e Cinque Stelle perché volevano questa roba qua, perché pretendevano questa roba qua

Questo è un bel guaio. Perché, per quanto possiate credere in lui, non basterà Mattarella né le sue prerogative presidenziali a evitare che l’argine tracimi, se Lega e Cinque Stelle decideranno di farlo tracimare. Né basteranno i nostri editoriali o le nostre invettive, sui giornali o sui social, a cambiare l’opinione consolidata in anni di crisi e marketing della paura. Né la spocchia di chi, nel cuore della sua bolla di amici che la pensano come lui, sia convinto che ci sia una maggioranza silenziosa che non la pensa così. No, spiacenti. Più che silenziosa, la maggioranza è passivo-aggressiva, ma la pensa esattamente così. Se accordo di governo sarà, e se sarà diverso dalla bozza che abbiamo letto, con i professoroni al potere e un po' di disciplina di bilancio in più, è perché Salvini e Di Maio saranno abbastanza ragionevoli da mitigare quella rabbia repressa nel contesto di un’agenda di governo un po’ meno radicale, un po’ più sostenibile, un po’ più digeribile da chi ci circonda.

Attenzione, però. Perché comunque vada il messaggio è passato forte e chiaro e chi di dovere l’ha capito da tempo, mentre dall’altra parte ancora si discuteva delle affinità e delle divergenze - con tutto il rispetto - tra Renzi e Franceschini. Questo è un Paese che non vede l’ora di incoronare chi ha una soluzione facile per tutto, chi promette che le cose si risolveranno con un colpo di bacchetta magica - o con un colpo di spugna sul debito pubblico in pancia alla Banca Centrale Europea. Se cercate gli estremisti e i populisti, guardatevi allo specchio. Siete voi, siamo noi. Educolreranno, quindi? Sì, probabilmente e pure un bel po'. Se volete una previsione, probabilmente quel che ci verrà presentato è un programma molto meno incendiario, molto più moderato, molto più rispettoso delle istituzioni di quello che abbiamo letto ieri. All'occhio, però: il successo elettorale dei cosiddetti populisti si fonda anche sul fatto che tendono a fare le cose che promettono, anche quelle che agli occhi dei più strenui difensori dello status quo sembrano impossibili. E che se ne fottono dei mercati, delle istituzioni internazionali e delle conseguenze. Volevamo ballare, quindi? Bene, adesso balliamo. Musica, maestro.

Potrebbe interessarti anche