Cos'è l'intelligenza? Saper colmare le proprie lacune con il sapere di chi abbiamo intorno

Crediamo di essere intelligenti perché viviamo in società avanzate, ma molti di noi non sanno neanche come funziona una penna. Dovremmo essere consapevoli che il segreto della conoscenza sta nelle persone e nelle cose intorno. E affidarci di più alle nostre menti collaborative

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23 Maggio Mag 2018 1150 23 maggio 2018 23 Maggio 2018 - 11:50

"L'illusione della conoscenza" di Steven Sloman e Philip Fernbach, edito da Raffaello Cortina Editore, è un libro che solleva un’importante considerazione e cioè che l’uomo è meno intelligente di quello che crede.

Gli esseri umani hanno sviluppato società e tecnologie molto complesse, ma la maggior parte di noi non sa nemmeno come funziona una penna o una bicicletta si legge nella quarta del libro che inizia con un quesito particolare. Sloman e Fernbach dimostrano con diversi esempi che si parla per lo più di cose che in realtà non conosciamo: quanti sanno come funziona lo sciacquone in bagno? Tutti lo usano ma pochissimi ne conoscono il funzionamento.

Abbiamo l’impressione di essere più intelligenti di quello che in realtà siamo, perché è la comunità della conoscenza che viviamo a regalarci questa illusione: il segreto sta nelle persone e nelle cose intorno a noi, sono le nostri menti collaborative che creano l’intelligenza sfruttando la comunità che ci circonda.

“Il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, è l’illusione della conoscenza” diceva l’astrofisico Stephen Hawking, perché è facile sopravvalutare le proprie conoscenze quando non si hanno delle competenze professionali a riguardo e questo può condurre a concetti falsi o a situazioni inesistenti. Saper leggere, scrivere o contare ma non saper interpretare la realtà che ci circonda ci rende analfabeti funzionali e, come diceva Tullio De Mauro, più del 70% della popolazione è al di sotto di quelli che vengono ritenuti i livelli minimi di comprensione di un testo scritto. Se la domanda è un po’ più complessa e richiede una buona conoscenza, ma anche una buona capacità di utilizzazione della conoscenza, pieno esercizio dell’alfabetizzazione funzionale, della capacità di orientarsi di fronte al testo scritto e di produrlo, la percentuale addirittura degli inefficienti arriva all’80%.

Pensiamo di fare da soli le nostre scelte, in qualsiasi ambito, da quello scolastico a quello politico, ma in realtà è il pensiero comune che ci guida.

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