Modica, la piccola “isola del tesoro” delle imprese siciliane

Il Grande Viaggio Insieme 2018 di Conad arriva a Modica, nota per la sua filiera agroalimentare. In questa piccola “periferia” siciliana il numero di imprese per abitante è superiore alla media nazionale

Modica Linkiesta

Modica (ludovic MARIN / AFP)

29 Maggio Mag 2018 0955 29 maggio 2018 29 Maggio 2018 - 09:55

«Se dovessi descrivere in poche parole il territorio di Modica, direi: profuma di buono». Sono le parole di Aldo Bonomi, dal palco del Teatro Garibaldi, dove ha presentato la sua cartolina della città della Contea, nella provincia di Ragusa, isola nell’isola di Sicilia. È il sociologo valtellinese ad aprire il Grande Viaggio Insieme 2018 di Conad, un percorso di incontro e di dialogo con i territori italiani organizzato dalla storica cooperativa di dettaglianti bolognese, che rappresenta oggi il più grande e capillare protagonista della grande distribuzione organizzata in Italia. Ed è stato Bonomi anche in questa prima tappa siciliana a raccontare persone, comunità e valori di Modica, attraverso uno studio condotto dall’istituto di ricerca Aaster per conto di Conad.

Un racconto, che fotografa una terra di Barocco e di agricoltura, intreccio tra cultura e natura, periferia della Sicilia e luogo di forte identità. Qui lo sviluppo non passa dalla grande industria, ma da una comunità operosa che ha origini contadine e possiede filiere di eccellenza. A farla da padrona è la filiera agroalimentare, che vale il 17% dell’occupazione comunale. Con un valore delle esportazioni di prodotti alimentari pari a dieci milioni di euro l’anno.

Già Contea costituita da Ruggero D'Altavilla nell’undicesimo secolo, Modica è sempre stata una sorta di Stato nello Stato e con una chiara identità culturale. Ma c’è una data da cui Modica riparte: il 1693. Il terremoto rade al suolo l’intera area, e la ricostruzione fa sorgere quei capolavori del tardo barocco che la rendono bene dell’umanità Unesco.

Modica e l’intera Val di Noto si possono considerare diversi dal resto della Sicilia, per una serie di motivazioni storiche. Tra queste, un istituto fondamentale, quello dell’enfiteusi (il diritto reale consistente nel potere di utilizzare un fondo altrui, percependone i frutti, con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico in denaro o in natura), che ha consentito la crescita di un circuito virtuoso nell’agricoltura di questo territorio diversa da quella delle altre parti della Sicilia. Un tipo di agricoltura con una marcia in più. Il connubio tra agricoltura e cultura, tra terra e paesaggio, ha costituito la forza di questo territorio, l'essere stata a lungo ai margini dello sviluppo ma coesa è diventato fatto attrattivo nelle economie dei flussi.

Una terra di Barocco e di agricoltura, intreccio tra cultura e natura, periferia della Sicilia e luogo di forte identità. Qui lo sviluppo non passa dalla grande industria, ma da una comunità operosa che ha origini contadine e possiede filiere di eccellenza

L’agricoltura oggi vanta aziende capaci di spingere l’export, creando filiere verticalizzate sul territorio. Come la Avimecc, principale azienda avicola siciliana che ha saputo riprendersi rapidamente dall’incendio che nel 2016 ne ha distrutto gli stabiliment; la Lbg, che oggi esporta il 95% del prodotto di farine di carrubbo in 80 Paesi; o la Caffè Moak, che esporta caffè in tutto il mondo. E poi il prodotto principe che rende conosciuta e famosa Modica in tutto il mondo: il cioccolato. Un prodotto unico diventato “l’oro vero di Modica”, che oggi ha conquistato anche il riconoscimento Igp e a cui sono legati eventi di attrazione turistica come Chocomodica.

Ma c’è un altro numero che colloca Modica al vertice dei grandi Comuni siciliani, ed è quello relativo al numero di imprese per abitante: 11,8, superiore anche al dato nazionale di 10,4. È un indice di diffusa cultura d’impresa confermato anche dal numero degli addetti ogni 100 abitanti, pari a 36. Questo dimostra una buona capacità del territorio di creare occasioni di lavoro, risultando tra i primi in Sicilia e più precisamente al sesto posto. A Modica è sviluppata la filiera del costruire-abitare, della logistica, del commercio. E per ogni abitante vi sono 2,7 presenze turistiche, un valore che posiziona Modica al 14esimo posto tra le principali città turistiche della Sicilia, con il settore in espansione.

La coscienza di luogo ha costituito il fondamento su cui questo territorio si è appoggiato per cercare di superare la crisi del 2008, che ha indebolito soprattutto le piccole e medie imprese. E se l’isolamento ha preservato i valori del territorio, adesso bisogna aprirsi. È su questa apertura che adesso bisogna puntare. Lo ha ribadito anche l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese: «Da soli non si può crescere, bisogna aprirsi verso l’altro, solo se stiamo insieme prenderemo il volo».

Nel 1998, poi, in questa realtà si è innescato un processo virtuoso, che ha portato attenzione sul territorio: la fiction del Commissario Montalbano tratta dai racconti di Andrea Camilleri. Adesso però serve potenziare questo innesco e per farlo servono i collegamenti con il resto del mondo: le autostrade, le ferrovie, le infrastrutture di collegamento con l’aeroporto di Comiso e con il porto di Pozzallo. La Sicilia non si vende da sé e la semplice dotazione di capitale culturale ed economica non basta. Per non rischiare l’impaludamento, bisogna tradurre le capacità in funzionamenti effettivi.

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