Gli dèi sono tornati: in Grecia è di moda l’antico politeismo di Zeus e Afrodite

Basta con il monoteismo delle religioni del libro. Basta con Bibbie e Corani. Bisogna guardarsi indietro e recuperare il meglio del passato, cancellato da millenni di chiese e repressioni

K10
2 Giugno Giu 2018 0745 02 giugno 2018 2 Giugno 2018 - 07:45

Alcuni temono il fondamentalismo islamico, altri si adirano per le ingerenze della Chiesa cattolica nella politica. Chi cerca una vita pacifica si rivolge al buddhismo, ma chiude gli occhi di fronte alle violenze inflitte ai rohingya, che sono appunto musulmani. Insomma, se le religioni sono nel caos, perché minacciate dal secolarismo e insidiate dal radicalismo, la soluzione migliore è tornare indietro. Ad esempio, all’antica religione greca.

Non è una battuta: c’è chi lo fa davvero. È il movimento dei dodecateisti (o anche “ricostruzionisti”, o “ellenisti”), che cerca di riportare in vita gli antichi culti, soppiantati e a volte inglobali dal cristianesimo poco meno di duemila anni fa. Una religione di pace, politeista (quindi tollerante), pia, virtuosa e per niente dottrinale. Non ci sono né Bibbie né Corani da rispettare alla lettera, ma solo simpatici racconti mitologici da raccontarsi di fronte al fuoco di qualche sacrificio.

Le prime forme organizzate risalgono agli anni ’90. Il Paese più interessato è, come era da aspettarsi, la Grecia. I movimenti “ricostruzionisti” intorno ad Atene sono cresciuti col tempo e hanno addirittura guadagnato un certo status di ufficialità. L’organizzazione principale, cioè l’ Ύπατο Συμβούλιο των Ελλήνων Εθνικών, detta anche YSEE, partecipa ai programmi europei per combattere le discriminazioni (ecco dove finiscono i soldi dei contribuenti), e dal 2017 questa forma di ellenismo neo-pagano è stata riconosciuta come “religione” in Grecia.

La Chiesa Ortodossa, contro cui si scagliano i neo-pagani, si è espressa con un certo aplomb: li ha definiti “Una manica di miserabili resuscitatori di una culto morto e degenerato, che aspirano a tornare alle mostruose e oscure illusioni del passato”. Loro tirano dritti, forti della loro εὐσέβεια ignorano le accuse di un culto autoritario e gerarchizzato e, anzi, rispondono per le rime: qui non si resuscita nulla, sostengono. Perché il culto antico – sostengono – non si era mai estinto del tutto, sopravvivendo nascosto in oscure e piccolissime tradizioni. Sembra una panzana e con ogni probabilità lo è. Ma gli dèi, in ogni caso, sono tornati. E Cesare Pavese non poteva immaginarlo.

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