La lezione del minimalismo: impara a dire di no e valorizza ciò che (per te) conta davvero

Il minimalismo nasce nell'arte, ma ora è diventato uno stile di vita. Cos'è? La ricerca dell'essenziale contro ciò che non aggiunge valore, è la lotta contro l'obbligo di dire sempre di sì, l'eliminazione del superfluo per concentrarci su ciò che davvero ci dà piacere

Minimal Linkiesta
4 Giugno Giu 2018 1340 04 giugno 2018 4 Giugno 2018 - 13:40

Nel corso degli ultimi due anni il minimalismo è tornato di moda. Lo era già stato una quindicina di anni fa, e in un certo senso i motivi non mancano. Allora come oggi infatti attraversavamo un’epoca di abbondanza nella quale improvvisamente ci siamo ritrovati tutto a portata di mano. È allora che less is more (meno è di più, dall’inglese) è divenuto comune. La semplicità di acquisto favorita dagli shop online ha facilitato l’accumulo di oggetti, così come l’abbondanza dei social network ha perpetrato il dilagare delle distrazioni, o come il turismo low cost ci ha fatto toccare con mano la globalizzazione. Fatto sta che oggi come allora il minimalismo, nato come movimento artistico, è divenuto uno stile di vita.

Da dove viene il minimalismo

Il minimalismo nasce nel mondo dell’arte come denuncia dei limiti della pop art e sintesi estrema della forma di espressione adottata dall’artista. Allo stesso modo, gli scrittori minimalisti rimuovono i giri di parole e adottano uno stile asciutto, spesso ricorrendo a cenni biografici. Mentre in campo musicale il minimalismo si riconosce nell’ostentata iterazione di temi che si evolvono lentamente. In sintesi, il minimalismo è una forma di ricerca dell’essenziale inteso come ciò che dà essenza a una data entità, che si tratti di arte, letteratura, musica o della nostra stessa vita. In contrapposizione alla costante ricerca di quel di più che poco o nulla aggiunge di valore.

Il minimalismo come stile di vita

In un certo senso, il minimalismo si è sviluppato come forma di resistenza a quella necessità di dire sempre di sì a qualunque proposta ci arrivi, con la conseguenza di ritrovarci agende zeppe di impegni, case piene di oggetti che non usiamo, o più in generale con il problema di ripetere in continuazione “non ho tempo” per qualcosa per cui invece sì, il tempo vorremmo avercelo. Così, il minimalismo diventa uno strumento con cui rimuoviamo dalle nostre vite quello che distrae il nostro tempo dai nostri interessi. Perché ogni oggetto che occupi uno spazio nella nostra casa (o nella nostra mente) prima o poi attirerà la nostra attenzione, e consumerà il nostro tempo perché richiederà di essere pulito, spostato, organizzato, usato, o buttato.

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