Una spy story nordcoreana, il premio Pulitzer che vive due anni con gli sfrattati e gli altri libri da leggere a giugno

Torna Coming soon, la rubrica di Finzioni che ti aggiorna su tutte le nuove migliori pubblicazioni in libreria. Tra i consigliati questo mese anche il libro che racconta gli ultimi 20 anni di Colombia e quello sulla "siliconizzazione" del mondo

Libri Linkiesta
6 Giugno Giu 2018 1520 06 giugno 2018 6 Giugno 2018 - 15:20

Coming Soon è una rubrica mensile. Raccoglie una selezione delle uscite in libreria del mese.

Jean Echenoz, Inviata speciale, Adelphi. Traduzione di Federica e Lorenza Di Lella.
Jean Echenoz, dopo averci portato ai Giochi interalleati di Berlino del 1946 a correre con Emile Zátopek, in Europa e America a seguire vita ed esperimenti di Nikola Tesla, a seguire passo a passo Ravel, ci fa immergere in un vero e proprio Intrigo internazionale à la Hitchcock. Constance, caschetto nero, vestiti attillati, sfrontata e misteriosa, è l’interprete di Excessif, uno di quei motivi che si piantano in testa e non se ne vanno più,che ha avuto un successo strepitoso in Corea. Ed è proprio a Pyongyang che Constance finisce, per sedurre un alto funzionario, fedelissimo di Kim Jong-un e suo fan. Una spy story che al Maestro sarebbe molto piaciuta.

Matthew Desmond, Sfrattati, La nave di Teseo.
Il Pulitzer e l’America/1 2008: negli Stati Uniti scoppia la bolla dei mutui subprime che fa esplodere la crisi economica da cui ancora si fatica uscire. 2016: Donald Trump viene eletto Presidente degli Stati Uniti d’America. Cosa è successo tra il 2008 e il 2016? E l’elezione di Trump si sarebbe potuta evitare? Matthew Desmond ha svolto quello che sarebbe dovuto essere un compito della politica: parlare con le vittime della crisi economica. Il ricercatore ha passato due anni con gli sfrattati dei quartieri poveri di Milwaukee, raccontando le loro storie che nella stragrande maggioranza dei casi sono frutto di disagio ed emarginazione sociale. Se chi di dovere avesse ascoltato quando avrebbe dovuto forse le cose sarebbero andate diversamente, o forse no. Matthew Desmond ascoltando si è portato a casa il Premio Pulitzer.

C.E. Morgan, Lo sport dei re, Einaudi. Traduzione di Giovanna Scocchera.
Il Pulitzer e l’America/2 C. E. Morgan, dopo Tutti i viventi, ci riporta nel profondo Sud del Kentucky, di cui è originario. Questo fluviale romanzo, finalista al Pulitzer nel 2017, ci racconta l’America e la sua questione razziale attraverso la storia di due famiglie, i Forge, bianchi proprietari terrieri e gli Shaughnessy, neri ed emarginati socialmente. Henry Forge, l’erede designato, sviluppa un’ossessione per far nascere il cavallo perfetto, e per sua figlia Henrietta, con la quale vive dopo essere stato lasciato dalla moglie. Al ranch viene assunto Allmon Shaughnessy, ex detenuto di cui Henrietta si innamora. Un romanzo corale che parla di razza, di purezza genetica e di un amore che forse può riscattare tutto e tutti.

Rosella Postorino, La stanza di sopra, Feltrinelli.
Torna grazie a Feltrinelli, l’esordio di Rossella Postorino, autrice de Le assaggiatrici, vivido romanzo con protagonista Rosa Sauer, un’assaggiatrice di Hitler. In La stanza di sopra ci sono tutti temi cari all’autrice che torneranno nel romanzo che le è valso la cinquina del Premio Calvino: il corpo e la consapevolezza di esso, ambienti e stanze che sono come prigioni, la libertà che quasi si tocca eppure rimane irraggiungibile. La stanza di sopra è dove da dieci anni giace immobilizzato il padre di Ester, adolescente, e dove lei riesce a entrare solo quando lui dorme. C’è già la scrittura di Rossella Postorino, lucida e quasi fisica, che prova a districarsi, anche, nella confusione dell’adolescenza.

Chris Offutt, Country Dark, minimum fax. Traduzione di Roberto Serrai.
Dopo il fulminante esordio con la raccolta di racconti Nella terra di nessuno ritorna lo scrittore statunitense Chris Offutt, che ci riporta nel suo Kentucky dove è nato e cresciuto e che nei suoi libri è molto di più che un semplice paesaggio di sfondo. Tucker è un giovane veterano appena tornato dalla Guerra di Corea che vuole lasciarsi tutto alle spalle e costruirsi una famiglia. Il suo datore di lavoro è però un contrabbandiere di alcol e quando i suoi familiari vengono messi in pericolo la violenza esplode di nuovo.

Ahmet Altan, Come la ferita di una spada, edizioni E/O. Traduzione di Claudio Ombegari e Paola Ragazzi.
Ahmet Altan è uno scrittore e giornalista turco condannato all’ergastolo per aver supportato il colpo di stato contro Erdogan con ‘messaggi subliminali’. Per la sua liberazione si sono mobilitati intellettuali di tutto il mondo ed e/o ha mandato in stampa la sua memoria difensiva Tre manifesti per la libertà. Altan è anche lo scrittore turco più letto al mondo e questo libro è il primo del Quartetto ottomano. A metà dell’Ottocento una giovane e bellissima donna dopo un anno e mezzo di matrimonio viene ripudiata dal marito, diventando così agli occhi tutti una strega, una che porta sfortuna. Il colpo di fulmine però è dietro l’angolo e porta il nome di Hikmet Bey, di ritorno in patria dopo essere cresciuto a Parigi. L’amore e lo scontro delle due civiltà mettono in moto un meccanismo narrativo che inchioda pagina dopo pagina.

Hope Jahrem, Lab girl. La mia vita tra i segreti delle piante, Codice edizioni. Traduzione di Daria Cavallini.
Hope Jahrem è titolare della cattedra di Geobiologia alle Hawaii, dove è approdata dopo un lungo giro partito dal buio Minnesota, dove giocava nel laboratorio universitario del padre, e proseguito nei posti più diversi del globo. Questo libro è un memoir su cui si innestano, è il caso di dirlo, spunti e storie relativi alle piante. Sovrapponendo vita e mestiere Hope Jahrem fa con le piante quello che Oliver Sacks ha fatto con la neurobiologia, facendoci appassionare a un mondo, quello vegetale, quasi sempre, a torto, considerato di contorno. Il tutto accompagnato dalla copertina di Alessandro Baronciani.

Julianne Pachico, Le più fortunate, SUR. Traduzione di Teresa Ciuffoletti.
Undici episodi per raccontare vent’anni, dal 1993 al 2013, di Colombia. Le protagoniste del libro di Julianne Pachico, giovane scrittrice britannica nata in Inghilterra, cresciuta in Colombia e tornata nella terra natia, sono tutte ragazze appartenenti alla Colombia agiata. Le più fortunate sono figlie di diplomatici e uomini d’affari che vivono nell’opulenza tipicamente occidentale, opulenza che però nasconde, e neanche troppo, la guerriglia in giardino e la coca in garage. Gli undici episodi seguono le vite di queste donne formando un affresco corale della Colombia dove gli estremi convivono e a volte non lasciano scampo.

Joyce Carol Oates, Il collezionista di bambole. Racconti neri, il Saggiatore. Traduzione di Stefania Perosin.
Joyce Carol Oates si dà all’horror con sei racconti che più neri non si può. La prolifica e versatile autrice statunitense ci ha già deliziati con la sua alla narrazione dell’orrore quotidiano che ritrova in tanti dei suoi romanzi ma in questa raccolta si concentra sull’orrore vero e proprio. Partendo sempre da situazioni quasi banali, una collezione di bambole, un romantico viaggio alle Galapagos, la Oates ci fa scendere nel buio pesto senza redenzione portando l’orrore a un altro livello perché ‘l’atto di uccidere è completo di per sé, come qualsiasi altra opera d’arte’.

Éric Sadin, La siliconizzazione del mondo. L’irresistibile espansione del liberismo digitale, Einaudi. Traduzione di Daniele Petruccioli.
Se la California fosse uno stato indipendente sarebbe la quinta nazione al mondo per PIL, superando anche al Gran Bretagna e, Hollywood a parte, il merito è della Silicon Valley che sta esportando una vera e propria mentalità. Il capitalismo globale neoliberista ci colonizzerà? Forse lo sta già facendo senza che noi ci accorgiamo di nulla. Éric Sadin, filosofo che si occupa dell’impatto del digitale sulle nostre vite, prova a capire da che parte tira il vento. Come materiale extra si consiglia la visione della serie omonima.

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