Montalbano beffato: il libro del commissario anti-grillino esce quando i Cinque Stelle vanno al governo

Un passaggio del nuovo libro della serie sul famoso commissario siciliano non lascia spazio a dubbi: Montalbano non apprezza i Cinque Stelle e prevede che diventeranno come tutti gli altri

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12 Giugno Giu 2018 0725 12 giugno 2018 12 Giugno 2018 - 07:25

Povero Camilleri. Era segno del destino che il giorno in cui nasceva il nuovo governo dovesse uscire il suo ultimo (nel senso di più recente) libro di Montalbano, intitolato Il metodo Catalanotti ed edito, come sempre, da Sellerio.

Nemmeno a farlo apposta, mentre i tipi stampavano e i camion distribuivano in tutta Italia, Giuseppe Conte veniva richiamato da Sergio Mattarella (la questione-Savona messa da parte) e incaricato di formare il nuovo esecutivo, sulla carta già pronto.

È cronaca di qualche settimana fa, ma una coincidenza colpisce. Anche perché mentre Conte diceva di sì al presidente della Repubblica e le richieste di impeachment evaporavano improvvise, il povero Montalbano, nella finzione, stava passeggiando in spiaggia:

“Caminò sulla riva vagnata per chiossà d’una mezzorata. Non s’era mittuto né cammisa e né giacchetta e quindi il venticeddro leggio che s’era susuto, quello delle prime matinate, gli fici viniri qualichi bripito di friddo.
Continuò ancora per tanticchia, ma po’, all’improviso, il vento cangiò, si rinforzò, e la rina asciutta accomenzò a sollivarisi, a ‘mpiccicarisi supra alla sò peddri. Era vinuta l’ora di tornare”.

Un momento idilliaco. Quando all’improvviso succede qualcosa che, purtroppo, lo riporta alla realtà. Non quella del romanzo, ma la nostra:

Appena che si fu votato, un foglio di jornali che navicava nell’aria gli sbattì supra alla facci, gliela ’ncartò.
Il commissario se lo livò e ’stintivamenti lo taliò.
Era la prima pagina del “Giornale dell’Isola” che portava la data del jorno avanti.
Alla splapita luci del matino liggì il titolo dell’articolo della prima pagina:
Allarmanti le cifre sul lavoro.
E il sottotitolo faciva:

La Sicilia si conferma la regione con il più basso tasso di occupazione in Europa: sotto il 40%
Po’, a destra ’n autro titolo:
Che succede se usciamo dall’Euro?
Al centro della pagina ‘na scritta annunziava:
Nuove misure di sicurezza contro il terrorismo.
Il commissario mentri che stava per farinni ‘na palla di carta si firmò. ’N funno alla pagina ’n autro titolo diciva che sul simbolo del partito del Vaffaday non sarebbi comparso cchiù il nome del comico fondatori puntoit, ma sulo quello del movimento puntoit.
“Votala come vò sempri è cucuzza” pinsò.
Avrebbiro continuato a diri NO a ogni cosa, nella spranza di arrinesciri accussì ad ottiniri il potiri per po’ finiri come a tutti l’autri.
Montalbano s’augurò di non vidiri mai quel jorno
”.

E invece.

È ovvio che Montalbano stia dalla parte del Pd: nella realtà è interpretato da Luca Zingaretti, che è fratello di Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, e tra i leader più pesanti del Pd. Il legame insomma è forte.

Poi certo, la previsione di Camilleri/Montalbano su cosa faranno i M5S quando avranno il “potiri” rischia di essere troppo vera per essere ignorata. In ogni caso lo si vedrà presto, perché quel giorno, che sperava di non vedere mai, è invece arrivato. Anzi: era proprio quello.

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