Paesaggio... tanto per intenderci

6 Aprile Apr 2011 2145 06 aprile 2011 6 Aprile 2011 - 21:45

Vedete per esempio, Zoologischer Garten Berlin ha una caratteristica particolare: quando guardate le gabbie, non le vedete. Semplicemente tra voi e gli orsi c'è un fossato, dalle giraffe vi divide un terrapieno, i pinguini non vi vengono incontro grazie a un dosso liscio come il ghiaccio (che pende dalla loro parte).

Diciamo che il paesaggio dello zoo di Berlino Est è tutelato dalle sezioni del suolo: disegnate con cura, opportunamente, conservano gli animali lontani dal uomo.

In Namibia l'Etosha Park (grande come metà Svizzera) ha un sistema di valli artificiali che riempiendosi d'acqua attirano la fauna a sud nella stagione invernale, mentre in quella estiva si asciugano e riportano gli animali a nord, nelle zone inaccessibili ai visitatori.

Questi sono due esempi di tutela del territorio / habitat attraverso un progetto di paesaggio.

In Italia succede lo stesso, in modo casuale e poco controllato. Le anse dei fiumi, con gli argini e le strade bianche, sono delle riserve di paesaggio straordinarie: dove l'Adda sfocia nel Po (vicino a Caorso) si trova un fazzoletto di pianura lombarda agricola assolutamente integro. 

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Addirittura il Presidente dell'Ente Parco Adda Sud dice "meglio che non ci si arrivi, o ci si arrivi malamente, così possiamo conservarlo". In effetti è così. I saliscendi sono tutti progettati per l'agricoltura e le piene, i filari e i pioppeti sono elegantemente artificiali, le strade sono vietate al transito se non per chi lavora la campagna.

Dimenticavamo di dire che di naturale non c'è nulla, il che rende il tutto ancora più affascinante.