QUANDO IL GIOCO DEMOCRATICO ASSOMIGLIA AL CALCIO...

18 Maggio Mag 2011 0619 18 maggio 2011 18 Maggio 2011 - 06:19

REALTÀ Pallone

 

"IL PALLONE NON SI MANGIA! LA COSTITUZIONE NEANCHE!" (Maradona)

PRE Maradona Pelota No Se Mancha

Da: http://www.taringa.net/posts/noticias/10358939/Maradona-_-Equot_-La-pelota-no-se-mancha-Equot_.html

 

Il contributo del PdL alla democrazia italiana consiste sostanzialmente nell'introduzione del LESSICO e del modo di pensare DEL CALCIO.

 

"Forza Italia!" - era il grido di sostegno alla nazionale, è diventato un partito politico.

 

"Scende in campo" - lo si diceva del giocatore che entrava in partita.

 

"È un buon giocatore: LO COMPRO!" - ora si dice: "È un politico influente: LO COMPRO!"

 

"Abbiamo lo straniero!" - ora i partiti cercano il "papa straniero" a cui affidare il ruolo di capitano.

 

"Presidente, siamo con te!" - lo si gridava al presidente del Milan, ora lo cantano al Presidente del Consiglio.

 

"Fallo!" - il vulnus istituzionale.

 

"Arbitro cornuto!" - gli insulti lanciati agli arbitri istituzionali come il CSM. Se perdi è colpa dell'arbitro.

 

"Guardalinee!" - continui richiami e insulti a chi ha il compito di controllare che si rimanga nelle linee istituzionali, come il Presidente della Repubblica.

 

"Senti che puzza, scappano anche i cani... stanno arrivando i ..." - oggi gli avversari che "puzzano" sono quelli politici.

 

"Le donne non ne capiscono niente di calcio..." - e allora perché mai coinvolgerle in politica, di grazia?

 

"Calciatori e veline" - avvocati e belle gnocche in parlamento.

 

"Moratti" - non era il presidente dell'Inter?

 

"Opposte tifoserie" - da quanto in qua i gruppi di opinione e i partiti politici sono diventati "tifoserie"?

 

"È stato un sostanziale pareggio..." - quante volte lo abbiamo sentito dire da un patròn o da un allenatore che non vogliono ammettere la sconfitta?

 

"Tempi di recupero" - quando la crisi istituzionale viene rimandata di un mese per aprire la "Compravendita" dei "giocatori".

 

"Vergognosa compavendita" - no comment.

 

"Rigori!" - quando in Parlamento si sta a vedere sul filo del rasoio chi tradisce per ultimo, sbagliando apposta il rigore per far vincere la partita all'avversario.

 

"Tifo da stadio" - lo vediamo in "curva" in Parlamento. Gesti compresi. E per strada con i bandieroni...

 

"Il processo del lunedì" - quello che per sua scelta Berlusconi si è fatto piazzare proprio quel giorno lì...

 

"Schieramento, strategia, squadra di governo, arroccarsi..." - tutti termini del linguaggio bellico, mediati da quello calcistico e ora felicemente sbarcati nell'"agone" politico.

 

"Ultràs e autobus in trasferta" - con cui si porta la propria clacque a Roma o ai talk-show per fare un po' di casino.

 

"Loro sono estremisti! violenti!" - la demonizzazione dell'avversario.

 

"È impensabile perdere il derby della Madonnina!" - le amministrative a Milano.

 

"Par condicio" - fair play.

 

"Brigate Rossonere" - "Via le BR dalle procure di Milano!" Ma scherziamo?!? - peggio ancora a chi insulta le donne dicendo che BR si scioglie in "brutte racchie", vergogna!

 

"Clamoroso autogol!" - opposizione, opposizione... where art thou?

 

"Abbassare i toni" - tipico di quando ci sono insulti negli stadi che rischiano di sfociare in violenza. Lo dico con decisione: non si tratta di abbassare i toni ma di CAMBIARE DEL TUTTO TONO E MODO DI PARLARE: abbandonare il lessico e la demonizzazione dell'avversario calcistiche per abbracciare l'aplomb istituzionale... o almeno il FAIR PLAY SPORTIVO!