Crisi economiche e finanziarie

11 Agosto Ago 2011 1405 11 agosto 2011 11 Agosto 2011 - 14:05

Gli economisti distinguono crisi economiche e crisi finanziarie: esistono crisi economiche senza complicazioni finanziarie, anche se non esistono crisi finanziarie senza complicazioni reali. La crisi del 1921 non toccò più di tanto i mercati finanziari. La crisi del 1929 fu invece pesantemente influenzata da fenomeni finanziari. Le crisi finanziarie (ed economiche) tendono ad essere più gravi e più lunghe di quelle economiche (non finanziarie).

Una crisi economica si ha quando la produzione diminuisce e la disoccupazione aumenta. Di norma diminuiscono sia i consumi che gli investimenti, ma i secondi sono più ciclici, cioè diminuiscono di più durante la crisi (e aumentano di più durante il boom).

Una crisi finanziaria si ha quando la crisi economica colpisce lo stato patrimoniale (cioè la ricchezza) e i conti economici (cioè i profitti) delle società finanziarie, come le banche. Ad esempio, se perdite sui prestiti creano problemi ad una banca (che fallisce o rischia di fallire), è probabile che questo peggiori l’entità della crisi, perché poi la crisi finanziaria danneggerà anche altri settori economici, ad esempio le altre aziende che prendono prestiti dalla stessa banca.

I mercati finanziari di norma reagiscono più rapidamente degli altri e dunque entrano in recessione prima. Si dice che quasi sempre è possibile prevedere una crisi osservando ad esempio il differenziale tra tassi a lungo termine e tassi a breve termine (la “pendenza della curva dei rendimenti”), ma non ho mai verificato. I primi a scendere sono gli indici azionari. Dopo cominciano i problemi delle aziende e del mercato del lavoro. Il fatto che qualcosa avvenga dopo non significa però che avvenga “a causa di”.

Occorre di norma dubitare di chi dice di prevedere le crisi. Il mio migliore amico “austriaco” (Ventinove Settembre) parlava di crisi incombente già nel 2006, e del resto molti economisti sapevano che c’era qualcosa che non andava: Nouriel Roubini e Raghuram Rajan lo scrivevano più o meno in contemporanea al mio amico blogger. Quando però è chiaro che la crisi sta per arrivare, è già troppo tardi per evitarla.

Le crisi possono essere inflazionistiche o deflazionistiche. Di norma le crisi producono deflazione quando le banche vengono coinvolte, perché la crisi finanziaria distrugge moneta. È questo il caso della crisi del ’29 o di quella giapponese degli anni ’90. D’altra parte, se le autorità premono sull’acceleratore “monetario” per evitare la crisi, è probabile che presto o tardi la cosa degeneri in inflazione, e questo fu il caso degli anni ’70.

Questa crisi è stata deflazionistica o inflazionistica? C’è stata forte inflazione dal 2007 al 2008, deflazione nel 2009, e inflazione di nuovo dal 2009 in poi. Di recente ci sono state tracce di deflazione. Nessuna di queste inflazioni ha toccato il mercato dei beni al consumo però, e il tasso di inflazione più o meno è rimasto costante. L’inflazione ha toccato soprattutto le materie prime e gli indici azionari.

Non è possibile secondo me prevedere se nei prossimi anni avremo inflazione o deflazione. Se la crisi bancaria si intensifica, ci sarà deflazione, ma se le banche cominciano a moltiplicare le riserve monetarie (aumentate a dismisura per via del “quantitative easing”), inflazione.

Pietro Monsurrò