Una escort e la sua perversa concezione del mercato

17 Settembre Set 2011 1233 17 settembre 2011 17 Settembre 2011 - 12:33

Ieri sera, durante la prima serata de l’Ultima Parola, Gianluigi Paragone ha lanciato un’intervista esclusiva alla escort Terry De Nicolò. La ragazza, nota per le intercettazioni con Tarantini, ha colto l’occasione per fare vanto della sua concezione della vita e la sua avversione a qualsiasi forma di morale.

Posto che non ho interesse a giudicare il mestiere che la De Nicolò esercita per vestire Prada e bere champagne, gradirei soffermarmi sul presunto funzionamento della legge di mercato sciorinato in prima serata dalla suddetta. Non che reputi le vedute politiche di una escort rilevanti, ma in un paese in cui i nemici del mercato non hanno punti di riferimento intellettuale migliori, le dichiarazioni della De Nicolò posso destare interesse, come accaduto infatti con il leader della Fiom Maurizio Landini, che ha subito colto la palla al balzo per un predicozzo anticapitalista.

Nella testa della De Nicolò l’onestà non è compatibile con il successo imprenditoriale e occorre essere pronti persino a vendersi la mamma (sic) per arrivare in alto. Questa, sostiene la escort, è la legge del mercato. A quanti reputano l’opinione della ragazza rilevante ai fini di una comprensione dell’etica capitalista, bisognerebbe spiegare che la disonestà non è compatibile con il lavoro. Al contrario, è proprio l’avvento del capitalismo che ha sviluppato un sistema di garanzie contro i soprusi, siano essi perpetrati dallo Stato o da una concorrenza sleale.

Risparmio, perseveranza, fatica, merito sono i valori di quel capitalismo che c’è ma non si vuol vedere; quello dell’agricoltore veneto andato in onda dopo la De Nicolò che rischia di fallire per l’insostenibile pressione fiscale. Il comportamento di alcune mele marce – sempre coadiuvate nelle loro malfatte dalla corruzione politica – non può essere elevato a sistema, ignorando che l’illegalità impunita nulla ha a che fare con l’etica del mercato.

Credo sia importante, inoltre, spendere alcune parole sul concetto di bellezza espresso dalla escort. E’ vero che la bellezza è un valore e come tale ha il suo prezzo, ma ciò non significa che sia spendibile in ogni occasione. Vi sono ambiti in cui è richiesta l’intelligenza, altri in cui è necessaria la forza fisica e altri ancora, come nella moda e nello spettacolo, in cui è la bellezza il primo requisito. Il mercato non ha sdoganato la logica della prostituzione come criterio di promozione sociale e professionale, come sostiene invece la De Nicolò; ha anzi permesso a ogni dote, naturale o acquisita che sia, di essere remunerativa nel settore che più le compete.

Cercare di giustificare i propri comportamenti discutibili imputandone la colpa al sistema, qualsiasi esso sia, è una tattica vecchia come il mondo. Avrei gradito che almeno uno degli ospiti presenti in studio da Paragone avesse fatto questo appunto. Mai serbare aspettative troppo alte in una tribuna politica. E nemmeno in chi crede che le Terry De Nicolò siano l'emblema della cultura dominante.

Daniele Venanzi