Mozione Shakleton

14 Ottobre Ott 2011 2206 14 ottobre 2011 14 Ottobre 2011 - 22:06

Shackleton Sh
Leggendo la dichiarazione di Walter Veltroni – “in una società liquida il partito pesante affonda” – ho pensato ad una storia bellissima di un secolo fa, quella del capitano Shakleton e della spedizione Endurance.

Nel tentativo di attraversare l’Antartide la nave di Shakleton restò imprigionata nel pack coi suoi 27 uomini a bordo. Era l’agosto del 1914. Con la stagione calda il ghiaccio si sciolse e l’Endurance venne letteralmente stritolata dalla pressione, spaccata in mille pezzi. Affondò.

Shakleton e i suoi si ritrovarono sulla banchisa come tanti topi cacciati dal loro buco. Mangiarono pinguini, batterono parecchio i denti, furono costretti ad ammazzare i cani per sopravvivere, ma alla fine riuscirono a raggiungere – a bordo delle scialuppe – un’isola che si chiamava e si chiama tuttora Elephant. Qui piazzarono un campo.

Nessuno sapeva dove si trovavano e l’unica possibilità di salvezza era raggiungere un’altra isola, la Georgia del Sud che distava 700 miglia. Shakleton partì con alcuni compagni e, a bordo di una barchetta piuttosto malmessa, affrontò l’oceano riuscendo a toccare terra.

Ma non era finita: furono costretti a improvvisarsi alpinisti per arrivare alla stazione baleniera di Stromness. Da qui Shakleton organizzò i soccorsi per i compagni che erano rimasti sull’isola Elephant. Erano passati due anni dall’agosto della partenza.

Ecco, quando leggo la dichiarazione di Walter Veltroni penso che – Baumann mi perdonerà – la società (come l’acqua) a volte è liquida a volte no. Che anche le navi leggere possono affondare se condotte da comandanti coraggiosi solo a parole. E soprattutto penso che Veltroni non è mai stato uno Shakleton.