Andiamo alle elezioni e facciamola finita con questa agonia

26 Ottobre Ott 2011 0759 26 ottobre 2011 26 Ottobre 2011 - 07:59

L’unica buona notizia che è venuta dalla lunga trattativa fra Berlusconi e Bossi è il probabile anticipo del voto politico nel prossimo marzo. So bene che sarebbe auspicabile un governo di emergenza che cerchi di mettere in salvo i conti dell’Italia rilanciando l’economia. Mi rendo conto che nella decisione del voto anticipato un’influenza determinate la svolge la minaccia referendaria di cambiare la legge elettorale togliendo a Bossi e Berlusconi, ma anche a Bersani, il diritto di scegliere i parlamentari. Ma ormai, per come si sono messe le cose, è meglio votare.

Bossi BerlusconiSilvio Berlusconi e Umberto Bossi
L’idea che la situazione italiana si dipani ancora fra i cincischiamenti di un governo incapace di governare e il miraggio della concordia nazionale che dovrebbe sorreggere un esecutivo Monti, fa venire i brividi e ci porta a pensare che sia molto meglio la chiarezza che può venire dal pronunciamento degli italiani. Siamo l’unico paese in cui il dibattito politico non prevede come normale lo scioglimento delle Camere. Altrove, ultima la Spagna di Zapatero, il voto anticipato è considerato la cura delle malattie della politica e si vota in ogni situazione persino in casi di emergenza nazionale, guerre o calamità nazionali. Qui invece pare che per votare bisogna che tutto sia calmo e tranquillo come se non fosse invece questo il punto d’arrivo di una chiara scelta poltica da parte degli elettori. Al voto dunque.

Bossi vuole andarci perché il suo partito non regge più al logoramento e perché ha fretta, e più di lui ce l’ha il "cerchio magico", di regolare i conti interni. Berlusconi ha voglia di andarci perché di qui a marzo potrà riproporre la propria candidatura alla guida del paese e alla testa di liste selezionatissime e piene di fedelissimi. Anche Bersani può avere il suo tornaconto perché il porcellum gli consente di premiare la sua nouvelle vague e perché di qui a marzo sarà difficile scipparli la nomination alla premiership. Vendola e Di Pietro potrebbero passare all’incasso del voto di protesta frenando l’emorragia verso Grillo e soci. I centristi, d’altro canto, potranno lucrare sul carattere decisivo della loro forza parlamentare e lavorare con un anno di anticipo per preparare l’avvento di Casini al Quirinale. Insomma tutto hanno convenienza a votare subito.

Avremo sicuramente una campagna elettorale avvelenata, ma le altre come sono state? E probabilmente piena di diversivi polemici. Tuttavia alla fine di questa contesa avremo un governo, una maggioranza e una opposizione. Meglio di oggi. Votiamo quindi e facciamola finita con questa agonia.