La fallacia dell'economia che gira a suon di spesa

12 Novembre Nov 2011 1833 12 novembre 2011 12 Novembre 2011 - 18:33

Ieri a cena stavo con un manager scozzese di una multinazionale asiatica che vive in Olanda e stava per lavoro a Roma. Ad un certo punto ha detto che spendere soldi fa bene all'economia perché il denaro circola, e stimola la produzione. Questa fallacia è molto diffusa. La si vedeva anni fa nella pubblicità "l'economia gira con te", e spesso la si sente nei ragionamenti sull'economia, a volte addirittura di alcuni economisti.

Per confutare la teoria che avevo appena sentito sono partito da un esempio molto semplice: supponiamo che un agricoltore abbia dopo il raccolto 100kg di grano. Se ne consuma 90 e ne semina 10, l'anno dopo avrà ancora 100kg di grano. Se però ne consuma 80 e ne semina 20, l'anno dopo avrà più grano, magari 160kg. Così potrà consumare e seminare di più: questa è la crescita.

Quest'esempio mostra che quello che conta è la differenza tra risparmio e consumo: il consumo non aiuta la produzione, è il risparmio che la finanzia, consentendo di investire (seminare il grano). La spesa di un'economia è pari alla somma di consumo e risparmio (risparmi e investimenti sono due facce della stessa medaglia, in prima approssimazione). Quindi "spendere per comprare 100kg di grano" non è la stessa cosa se la spesa è per mangiare o per seminare: conta come le risorse reali sono state impiegate.

Ci sono tante ragioni per cui l'Italia non cresce. E ce ne sono tante per cui produce poco ma è molto ricca: gli italiani hanno redditi bassi, ma patrimoni elevati. Gli italiani, almeno in passato, erano buoni risparmiatori: ma i fondi risparmiati sono stati utilizzati per finanziare soprattutto l'acquisto di immobili e il debito pubblico. Quindi i risparmi degli italiani hanno comprato case e finanziato la spesa pubblica, ma solo in piccola parte hanno finanziato l'acquisto di macchinari, tecnologie, competenze, brevetti, infrastrutture.

Insomma: i risparmi degli italiani non sono fluiti verso l'incremento della dotazione di capitale produttivo, ma verso l'aumento della produzione di immobili, e l'aumento della spesa pubblica, che consiste in buona parte in sprechi che servono a comprare voti e consensi alle elezioni. Anche per questo (e per tanti altri motivi) l'Italia sta diventando un Paese povero.

"Spendere" non significa nulla: consumo, risparmio, investimento sono quello che conta. La "moneta che circolando fa girare l'economia" è una fallacia economica priva di senso: è cattiva teoria economica.

Fortunatamente, la teoria economica non serve a molto: gli imprenditori, i lavoratori, i risparmiatori possono quasi sempre farne a meno, l'importante è che facciano buone scelte. Il problema è che la teoria economica serve a capire le politiche economiche dei governi, e quindi a prendere decisioni politiche. E' possibile essere un buon manager senza capire l'economia, ma non è possibile essere un buon elettore: le cattive teorie fanno cattive politiche, e l'Italia è piena di cattive teorie.