Popolo bue

17 Novembre Nov 2011 2146 17 novembre 2011 17 Novembre 2011 - 21:46

L’ingegner Carlo De Benedetti in questa intervista ad Aldo Cazzullo spara un po’ contro tutti.

Contro Bersani (“più efficace comunicativamente nella versione Crozza”), contro Renzi (“la rottamazione può essere la condizione per un progetto. Non può essere un progetto in sé”), persino contro Obama (“ottimo candidato, pessimo presidente”). E un po’ anche contro Monti (“la gente come me, che sono un democratico vero, spera che la tecnocrazia venga presto sostituita dalla politica). Salva solo Maroni, ma non spiega perché (e Cazzullo avrebbe dovuto un po’ chiederglielo, se non altro per divertimento).

Ma quello che ci ha più colpito sono un paio di passaggi contro il popolo italiano. Che – prima – è stato gonzo a scegliere Berlusconi (“L’analisi storico-politica si farà carico di spiegare come un Paese si sia convinto a dare il proprio consenso a un illusionista”), sempliciotto – poi – a insultarlo (“gli insulti sono sempre un elemento di inciviltà. Ma talvolta il popolo ha bisogno di uno sfogo, più folkloristico che sostanziale”).

Qua si ritiene che questo modo di guardare agli italiani da parte dei "democratici veri" sia il motivo fondamentale per il quale la sinistra avrà forti difficoltà a vincere le prossime elezioni politiche.