Un due di picche all'arrapato nipote del boss, poi lo sfregio ed il coraggio di denuciare

20 Dicembre Dic 2011 1832 20 dicembre 2011 20 Dicembre 2011 - 18:32

Avete presente il fascino banditesco del fuorilegge, dell'uomo che non deve chiedere mai? Ecco: scordatevelo. Questi che leggerete sono frammenti di sottocultura, strepiti di Sud borbonico, parole macchiate di sangue e tribalismo. Ma intrise di un coraggio che manco v’immaginate.

Nel privé di una discoteca barese, Vincenzo di Cosola, ventiquattrenne nipote del capoclan di Ceglie del Campo Antonio, avvicina una donna di dieci anni più grande. Armida Mancini fa l'imprenditrice e al sabato si diverte con gli amici di sempre. Compie l'errore fatale e disgraziato di puntare su una delle discoteche pugliesi da sempre teatro di violenze e intemperanze. Ma è lì per staccare, i primi di dicembre: la notte e la musica. Il nipote del boss la vede uscire dalla toilette e la punta, spregiudicato. Allunga le mani, gli è stato probabilmente insegnato che ciò che non riesce ad ottenere deve provare a prenderselo. È un rito che rievoca arroganza feudale e suscita istinti priapici. Non dev'essere poi un granché, il giovanotto. Tant’è che Armida gli rifila un istantaneo due di picche. Sarà pure nipote del più “dritto” di Ceglie e paesi limitrofi, ma il pregiudicato con le «femmine» è una schiappa. Bisognerebbe imprimerlo sulle t-shirt che certi adolescenti indossano fieri e su cui campeggiano inni sperticati alla mafia. “Ai bulli di periferia non la danno a gratis e forse manco pagando”.

Immaginate la scena, immedesimatevi. Voi arrivate in discoteca con i jeans griffati la camicia bianca le hogan lucide la sciarpina nuova. Voi siete un di Cosola, mica chiacchiere, voi vi meritate il rispetto della banda. E delle ‘femmine’, prima di tutto. Voi, per dire, schioccate le dita e vi obbediscono. Fanno a gara per farsi un giro in macchina con voi, e manco sanno che alla motorizzazione siete pure stati raccomandati. Con la banconota pronta vi siete comprati l’ossequio zelante di chi, all’interno del Gorgeous, dovrebbe mantenere la sicurezza. Vi fanno il gesto dell’indice e del pollice che si sfregano veloci e capite che potete fare quello che vi stracazzo pare e piace. Si capisce da come camminate, dai sorrisi di chi vi conosce di fama e vi schifa sinceramente, che stanotte è ancora vostra. Ordinate bottiglie in quantità ed allungate free drink a chiunque ve li chieda, con fare cortese. Poi vi capita a tiro una, madò: una bionda che toglie il respiro. E decidete che è vostra.

Vi prende lo sghiribizzo, siete fatto così. Ma quella non vuole saperne. Non si accettano pacche sul culo dagli sconosciuti, manco al Gorgeous. Siamo a Bari, ma potremmo essere ovunque: cambia davvero poco. Non c'è geografia della prepotenza che tenga, siamo a Bari ma siamo ovunque, nel senso di: in una qulasiasi periferia della civiltà moderna. Siamo bari, a dire il giusto, cioè sleali nei confronti delle regole non scritte, quelle del diritto naturale. Di una regola semplice, in particolare, quella secondo cui l'amore non si compra. Mica è sempre in vendita. E vi crolla il mondo addosso, si dischiude il guscio di goffe e velenose angherie in cui siete stati allevati. Una premonizione sul vostro destino, messa dentro ad un monosillabo che sa essere sprezzante. ‘No’. Manco per niente. Voi siete un di Cosola, uno che le cose - se non gliele danno - se le prende, e vi stanno dicendo che non ve la danno. Non ci vedete più. Afferrate una Magnum, che è una bottiglia ma potrebbe essere una pistola.

Anzi, diciamo così: siete voi il pistola. Afferrate una Magnum, una bottiglia che vi siete scolati pochi minuti prima e provate, da illusi, ad infrangere la bellezza, dolce e degna, di chi ha spernacchiato le immote gerarchie che disegnano il potere losco nella terra che vi ha visto crescere. Vi fa paura, quest'idea che - da un momento all'altro - le donne non vi obbediscano più. Le donne: capite? Tenete la Magnum per il collo e vi viene in mente vostra madre che mette la moka sul fornello e non fiata da anni, vostra sorella che guai a chi la tocca e mo' si marita per non gettar scompiglio col pancione che comincia a pronunciarsi. Vi viene in mente che un ‘no’ è per sempre, come i diamanti e forse più duro e resistente. Vi crolla la mano sul volto indifeso di Armida - ha un nome da ribelle Armida, ora che ci pensate - in un fragore vitreo e perso nei balli della folla. Un taglio lungo il volto, tanto sangue. Armida che non s'arrende, guerriera bionda, ed urla. Voi fuggite, e tutta la banda di cuordileone con voi.

Cinquanta punti di sutura e una paresi facciale. Per conquistare la bellezza autentica, Armida ha rinunciato ad un lembo di viso. Decenni di battaglie, sabati di manifestazioni, anni di tette al vento, paginate di appelli. Poi arriva Armida e, con un rifiuto, dimostra di colpo l'impotenza di un genere, quello maschile, e di una classe, quella mafiosa. Arriva Armida, che manco ci doveva andare a ballare ma vabbene se proprio insistete vengo, arriva lei ed ora i di Cosola in paese sono diventati una barzellettaUn intricatissimo ricamo di pettegolezzi ha cucito addosso a Vincenzo la più crudele delle condanne: la schiappa con le bonazze. Quella più terrena tra le pene, per la cronaca, la sta scontando pure. Custodia cautelare in carcere, grazie ad Armida che avuto il coraggio di denunciare e non arrendersi al silenzio. Fosse stato per i mandinghi della security del locale, ora sarebbe morta dissanguata ed il di Cosola spadroneggerebbe impunito. E invece no. Ci sono rivoluzioni che, se proprio vuoi dar loro un colore, quello è il biondo.

 Armida%2C Foto Arcieri Corr Del Mezz

Questo quassù è il volto di Armida Mancini, la cicatrice è dietro la ciocca bionda che probabilmente ha sedotto il di Cosola. Qui trovate le immagini dell'operazione e, dal sito dell'edizione barese del Corriere del Mezzogiorno, l'intervista esclusiva che ha rilasciato a Valentina Marzo. «Le ha detto qualcosa prima di colpirla?» «Mi ha palpeggiata all’uscita del bagno e io l’ho respinto. Ricordo che in dialetto mi ha domandato: "Non ti vado bene"?». Di Cosola, era ora che qualcuno te lo dicesse forte e chiaro, fattene una ragione: no, non ci vai bene.