Giornalisti, non eroi

13 Gennaio Gen 2012 1004 13 gennaio 2012 13 Gennaio 2012 - 10:04

Poco più di un mese fa scrivevo proprio per Linkiesta, in seguito all'uscita di due rapporti, di giornalisti e politici minacciati e sotto scorta. Il dato che saltava immediatamente all'occhio erano le difficoltà del giornalismo in provincia, che è diventata sempre più una frontiera per i cronisti locali.

Cronisti locali che diventano facce note in città e che si attirano le ire o le simpatie dei politici, degli amministratori, della gente e delle mafie. Due giorni fa è uscita la notizia che il nostro collega Giovanni Tizian, collaboratore anche de Linkiesta, oltre che della Gazzetta di Modena e di Narcomafie, è sotto la protezione di una scorta della Polizia di Stato. Le indagini degli inquirenti hanno accertato che i mafiosi parlavano di lui, mentre lui parlava di loro sui giornali.

Secono il rapporto dell'osservatorio Ossigeno per l'informazione, uscito negli socrsi mesi, i giornalisti sotto scorta sarebbero 14. Oggi aggiungiamo, nostro malgrado e soprattutto suo malgrado, Giovanni. Una conta che in un Paese civile non dovrebbe esistere. Poi ci sono quelli che dicono che "romanamente parlando se l'è andata a cercare" (cit. Andreotti Giulio su Ambrosoli Giorgio), ma quelle sono esclamazioni di incivili che hanno cresciuto un Paese altrettanto incivile.

Poi c'è la retorica dell'eroe. Odiosa per chi fa informazione. Nessuno vuole essere un eroe facendo del giornalismo, a parte qualche pazzo egocentrico. Il giornalista vorrebbe fare il proprio lavoro, tutelato come ogni altro, e appoggiato anche dalla gente. Spesso però l'appoggio della gente arriva dopo le notizie come quella di Giovanni sotto scorta. Allora anche lì la politica poi cavalca l'onda e si ricorda del problema, ma non ritiene necessario discutere che, per esempio, alcuni di questi giornalisti finiti sotto scorta, vadano a rischiare la vita sul campo per 5 o 10 euro a pezzo. Ma si sa, portare l'eroe in palmo di mano assolve dai nostri peccati per qualche minuto.

Teniamo tutti un riflettore sempre puntato sulle difficioltà dei cronisti, soprattutto quelli locali che operano spesso su territori difficili. Anche se la linea dei territori 'difficili' non è più così netta se sotto scorta ci finisce Giovanni Tizian da Modena. Mi raccomando, un giornalista, non un eroe, cui va tutto il mio sostegno e la mia vicinanza.