Ho criticato Vauro e un giudice mi ha condannato

24 Gennaio Gen 2012 0910 24 gennaio 2012 24 Gennaio 2012 - 09:10

Sono stato condannato per aver criticato Vauro. In questa vicenda vi sono più aspetti singolari. Innanzitutto il processo. Vauro è un disegnatore satirico che va giù con la mano pesante e che rivendica il diritto di farlo. È capitato però che di fronte a un articolo satirico a lui in parte dedicato abbia ritenuto opportuno querelare. Ricordo i numerosi casi, ad esempio la querela di D’Alema a Forattini, in cui si sollevò scandalo contro chi intendeva rivalersi in sede giudiziaria di una rappresentazione satirica. Si disse che era la negazione del diritto di satira. Vale in un senso solo.

VignettaLa vignetta di Vauro

Veniamo al fatto. Vauro dedica una vignetta a Fiamma Nirenstein, una giornalista che si batte con passione contro l’antisemitismo e per Israele, disegnandola con il naso adunco e la stella di Davide cucita, proprio cucita come nelle terribili immagini che conosciamo e di cui si parlerà nel giorno della memoria, sul petto. Il titolo è “Fiamma Frankenstein”. La vignetta crea stupore e dolore nel mondo ebraico. Da tutto il mondo vengono proteste. Per una buona ragione. Il naso adunco è la tipica rappresentazione che si dà degli ebrei. Ricordo solo che il primo numero della “Difesa della razza”, il periodico fascista con l’obiettivo indicato nel titolo della testata, si apre, per esaltare le differenze razziali, con una sovrapposizione di tre foto: una persona ariana, un nero e un bianco con il naso adunco. È l’ebreo. La stella di Davide cucita sui vestiti è il simbolo della malvagità nazista.

Perché Fiamma si merita questa attenzione particolare? Perché si è presentata in lista alle politiche con il PdL. Cioè con un partito opposto a quello che io voto. In quella lista figurano la Mussolini e Ciarrapico, mi oppone durante il processo l’avvocata di Vauro, come può un ebrea essere in lista con loro. E mi chiede: che cosa dicono le comunità ebraiche di fronte a questo fatto? Spiego che le comunità ebraiche organizzano e difendono, a giudicare da questo processo il loro compito è sempre più difficile, i cittadini di religione ebraica che restano ovviamente liberi di scegliere politicamente dove stare. Un ebreo è innanzitutto un cittadino uguale agli altri che ha di diverso solo una religione e una tradizione culturale. Invece no.

Mesi dopo la vignetta scrivo un corsivo sul “Riformista” sotto il titolo di questa stessa rubrica di oggi, “Mambo”, in cui ironizzo sulla sinistra radical e metto una frase di critica contro la vignetta di Vauro sostenendo che è come se avesse scritto “sporca ebrea”. Da qui la condanna. Se le cose hanno una logica, in questo caso essa è questa: si può rappresentare legittimamente un cittadina italiana indicandone la religione attraverso la propria trasfigurazione con il naso adunco e la stella di Davide, non si può criticare questa vignetta con un testo ironico che interpreta il giudizio di Vauro. L’ebreo di destra è interpretabile e rappresentabile razzialmente, malgrado non abbia il naso adunco né giri con la Stella di Davide, non si può dire che tutto ciò porta alla mente l’anatema sugli ”sporchi ebrei”. 

Da oggi quindi si può connotare razzialmente un cittadino italiano di razza ebraica se non si condividono le sue opinione politiche ma non si può criticare questa rappresentazione abnorme con una critica che usa lo stesso paradigma della semplificazione polemica. La sentenza investe due diritti, conculcandoli. Il primo riguarda gli ebrei e dice loro: siate politicamente corretti (rispetto a chi e a che cosa?) altrimenti è giusto che vi raffigurino come una razza. Il secondo dice che la satira va bene ma la satira della satira no. L’Italia di oggi è tutta qui. La condanna non mi fermerà nel combattere gli stereotipi contro gli ebrei a destra come a sinistra ( a proposito se l’avesse fatta Casa Pound quella vignetta che cosa avrebbero detto i miei amici e compagni di sinistra). Resta l’amarezza per un paese in cui la satira scrive giustamente quello che gli pare, i politici si insultano con scarsa dignità fra di loro, e vengo condannato io perchè di fronte a un naso aducno e a una stella di Davide ho scritto un frase che Vauro contesta.

Vorrei solo segnalare di quella vignetta il dato politico culturale che dovrebbe far riflettere. È l’associazione che c’è nella vignetta della stella di Davide con il fascio littorio. Cioè il rovesciarsi dell’ebraismo nel suo contrario. E’ la stessa tesi di quelli che sostengono che Israele sia la negazione delle ragioni per cui è nata in quanto è uno diventato uno Stato oppressore e di tipo nazista. La giurisprudenza sembra dar ragione a questa tesi. Fiamma Nirenstein che vive scortata per le minacce mortali ricevute può essere insultata tranquillamente. Gli ebrei sanno che da oggi hanno tutti loro il naso adunco e quella stella di Davide gli può essere cucita addosso se non si comportano politicamente bene. Contro questa cultura io mi batterò, nella sinistra contro una certa sinistra. Da molti anni, nella mutevolezza delle opinioni, è questa la mia stella polare. Ora io e Polito, all’epoca direttore del “Riformista”, siamo stati condannati. Ad una pena pecuniaria. Preferisco il carcere. E lo chiederò.

Il diabttito è proseguito, e qui Peppino Caldarola risponde ai commenti, alcuni antisemiti altri semplicemente in difesa di Vauro