Martin Schulz: Silvio lo chiamò kapò, lui ancora ci marcia

5 Febbraio Feb 2012 1556 05 febbraio 2012 5 Febbraio 2012 - 15:56

Dargli del kapò fu senz’altro una vergognosa caduta di stile. Una sorta di sguaiato sdoganamento internazionale del clichè da bar. Però trasformare Martin Schulz - probabilmente solo per quel fatto - in un oracolo della sinistra mi pare, oltre che eccessivo, provinciale e subalterno.

Invitato a Che tempo che fa, il presidente del Parlamento europeo ha reso omaggio all’attuale governo italiano e al ruolo giocato dal nostro presidente della Repubblica con parole inequivoche: “In Italia per la prima volta c’è un governo che prende decisioni e le attua. Il vostro capo dello Stato poi, ha contribuito a salvare l’Italia e l’Europa, mantenendo per due anni la stessa linea di condotta”.

Ora, che in tutta la storia italiana non ci sia stato mai – “per la prima volta”, ha detto – un governo all’altezza dei tempi risulta sensazionale e, se volete, un po’ irrealistico. Tanto che viene un sospetto: stai a vedere che Schulz – anche Schulz – ragiona per luoghi comuni? Altrimenti perché rimarcare come un dato sorprendente l’essere riusciti a mantenere “per due anni la stessa linea di condotta”? Mica come nel ’43, verrebbe da aggiungere. Ma non siamo Berlusconi, noi. E infatti non lo aggiungiamo.