Dai, Bertinotti, lo sai anche tu che ha ragione Nanni Moretti

13 Marzo Mar 2012 1550 13 marzo 2012 13 Marzo 2012 - 15:50

Per dirla alla Berlusconi, Nanni Moretti un lavoro ce l’ha ed è persino bravo. Può piacere o non piacere, per carità, ma è stato un giovane italiano di successo: a 25 anni ha firmato un film che a suo modo è stato anche un cult, Ecce bombo. È un artista che non ha mai rinnegato la sua collocazione politica e ha sempre scelto di metterci la faccia. Prima con i suoi film; poi, dopo aver preso la parola e aver denunciato l’inettitudine dei politici del centrosinistra in piazza Navona davanti a Fassino e Rutelli («Con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai»), con una sorta di militanza nel movimento dei girotondi. Pagina che personalmente non ho amato, anzi ho trovato finanche ridicola. Ma ho apprezzato il senso di responsabilità del regista di Monteverde che ha firmato pezzi di storia del nostro cinema (Bianca, Palombella rossa, Aprile) e qualche premio in giro per il mondo lo ha anche vinto. 

Ebbene, che cosa ha fatto Nanni Moretti? Ha rilasciato oggi un’intervista a Repubblica in cui, tra le altre cose, ha detto che Bertinotti, facendo cadere il primo governo Prodi, ha fatto perdere dieci anni all’Italia. «Sono convinto - ha dichiarato - che se Prodi avesse resistito poi Berlusconi non avrebbe avuto vita così facile nel riprendersi la maggioranza e il destino politico dell’Italia sarebbe stato diverso». Difficile dargli torto. La massima che Montanelli coniò per Berlusconi («Lasciatelo governare così gli italiani non lo voteranno più») si rivelò incece ritagliata su misura per il centrosinistra. 

Ebbene, Bertinotti si è risentito. E al buon Nanni ha replicato dando del saccente, anzi del molto saccente, per poi ricordare, piccato, che dopo la caduta del governo Prodi e prima del ritorno del Cavaliere ci sono stati due governi D’Alema e uno guidato da Giuliano Amato. In realtà tesi piuttosto fragile che finisce con l’accreditare la bontà di quella del regista. Non pago, l’ex segretario di Rifondazione ha dato il meglio di sé ricordando che «dopo quella rottura il Prc, e io con esso, ha fatto un gran cammino che gli ha consentito di vivere l’esperienza del movimento altermondialista da Porto Alegre a Genova e oltre». E già qui allora siamo tutti all’inpiedi a scappellarci di fronte a cotanto coraggio. Ma il meglio deve ancora arrivare. «Per parte mia è un’esperienza che rivendico: non a tutti è dato di essere autonomi dal potere». E qui la saliva ci va un po’ di traverso. Ma seguitiamo a leggere: «Per scelta volontaria ho lasciato il ruolo di direzione politica nel 2008».

Nei miei ricordi, invece, il buon Fausto “svendette” il partito nella composizione del secondo governo Prodi pur di conquistare l’ambita presidenza della Camera. E da lì, tra un’ospitata e un’inaugurazione - con al fianco l’inossidabile signora Lella - pose le basi per il naufragio della sinistra alle elezioni del 2008. Insomma, Bertinotti avrebbe fatto meglio ad abbozzare. La sua risposta, stizzita, denota che il regista ha colpito nel segno.