La scuola ai tempi di Kindle: costerebbe di meno, servirebbe di più

29 Marzo Mar 2012 2044 29 marzo 2012 29 Marzo 2012 - 20:44
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Oggi pomeriggio parlavo con il nuovo direttore marketing di una delle maggiori case editoriali italiane. Inevitabile confrontarsi sui volumi registrati dagli ebooks nel 2011, commentare i dati di vendita dei primi mesi dell'anno (apparentemente in forte calo) e non sono riuscito a trattenermi sull'imminente lancio del Kindle Touch di Amazon, pronto a sbarcare in Europa nelle prossime settimane a €129.

Da tempo ho una mia teoria sulle modalità di insegnamento e la tecnologia. Molto semplicemente, le due devono procedere in totale sinergia. Ipotizzare qualsiasi forma di educazione senza Internet e strumenti per accedervi - principalmente tablet - è semplicemente un controsenso. Me ne sono reso conto in prima persona il giorno prima quando mi sono imbattuto in una piramide a base triangolare. Purtroppo per me, non si è trattato di un triangolo pacifico, ma di un terribile, irregolare e irrispettoso scaleno. Una brutta bestia, sia per quanto concerne l'area che per il calcolo delle dimensioni del cerchio iscritto. Sui libri di testo di mia figlia tutte le piramidi citate e illustrate godevano di basi "decenti", intendendo con questo termine quadrati, rettangoli o triangoli più friendly di uno scaleno. La ricerca di qualche suggerimento su Internet impostando interrogazioni in inglese mi ha portato a imbattermi - credo per la prima volta - in Erone (Heron o Hero di Alexandria) e nelle sue magiche formule. In pochi secondi quello che sembrava un rompicapo si è trasformato in un semplice calcolo matematico con grande soddisfazione di tutti.

Riprendendo il discorso e collegando i due temi, la mia proposta/provocazione consiste nel considerare il lettore  Kindle di Amazon come un perno centrale di un sistema educativo adatto ai nostri tempi. Un investimento di €99 costituisce di sicuro un importo non trascurabile, ma equivale a tre mesi di telefonia o di un biglietto per una partita di calcio tra squadre blasonate. Quindi non una spesa folle e totalmente impossibile. La Federal Communication Commission statunitense (FCC) è accorsa in mio aiuto per supportare la mia tesi - si fa per dire - rilasciando proprio oggi in serata una documentazione da parte del Ministero dell'Educazione e dalla stessa FCC. Un versione preliminare del documento è recuperabile qui. Secondo quanto teorizzato, il passaggio al New Learning (all'insegnamento con supporti tecnologici) risulterebbe addirittura più economico del metodo tradizionale. Insomma, qualità superiore a costi inferiori. Sembrerebbe troppo bello: non può essere che così. Ora serve solo che qualcuno se ne accorga da noi e lo implementi velocemente se vogliamo che le prossime generazioni abbiamo qualche chance di competere con coetanei cresciuti in paesi meno penalizzanti del nostro.