Coming out: ecco il decalogo delle reazioni

2 Aprile Apr 2012 1627 02 aprile 2012 2 Aprile 2012 - 16:27

Ogni coming out ha il suo sapore e la sua unicitá. Famiglia, lavoro, amici. La reazione alla dichiarazione di omosessualitá stupisce sempre, anche quando la grande rivelazione é preceduta da mesi di preparativi.
Eppure, per quanto ci si sforzi a uscire dagli schemi, le reazioni più comuni rientrano in dieci macro categorie. Eccole (declinate al femminile, facili da adattare).


Stupore – No, proprio non se lo immaginava. La zia che ti ha visto crescere. Che ti metteva i vestitini rosa che sporcavi col fango giocando a pallone. Che ti chiedeva del ragazzo e tu alzavi gli occhi al cielo. Stupita, se ne fará presto una ragione.

Mancanza di stupore – Cuore di mamma, o di fratello maggiore. Che aspettava questo momento da quando ha trovato il tuo diario dell’adolescenza, con la lettera d’amore per lei. Il cuore é giá in pace, e tutto resta come prima.

Amnesia – Detto, dimenticato. Reazione comune tra i genitori e persone della generazione precedente. Che nel tempo record di 2 minuti dalla pronuncia della fatidica sentenza hanno giá dimenticato tutto. E ripartono da zero, a chiederti se hai il ragazzo, se ti piace moro, o meglio biondo.

Rifiuto – Altri genitori la prendono in modo diverso. Della serie “non puó essere capitato a me”, o di quella “dove ho sbagliato?”. Nessun timore, é solo questione di tempo. Il rifiuto in poche settimane diventa accettazione.

Rifiuto acuto – Rifiuto difficile da curare, che si manifesta con urla e dichiarazioni in grande stile, tra cui il “fuori di casa ora!”. Putroppo, l’evoluzione nel tempo di questa reazione é imprevedibile.

Domandite acuta – “E da quanto lo sai? E come lo sai? E perché lo sai? E come lo fai? E chi lo sa? E ora?”

Celato imbarazzo malcelato – Capita con persone con cui si ha meno familiaritá. Collega o amico, che si autodichiara di larghe vedute ma lo é meno. Spesso accompagnato da difficoltá a guardare negli occhi o domande abbastanza fesse.

Confessione a catena – “Anche io”. L’amico gay timoroso aspetta che tu faccia la prima mossa. Poi, appena la confessione arriva, alza la mano e fa echo alla tua.

Attivismo politico – Il genitore che si iscrive all’Agedo, l’amico che compra la bandiera per il gay pride, la sorella minore che difende i diritti gay in assemblea di istituto. Sempre più spesso le persone più vicine al neo-dichiarato adottano la causa come loro.

Controdichiarazione – capita raramente, ma quando capita recupera tutto. Solitamente con amiche di lunga data. Che al tuo coming out ne fanno uno loro. “Lo speravo, sono innamorata di te”.