Terzo giorno del Salone: fotografie e parole

20 Aprile Apr 2012 1132 20 aprile 2012 20 Aprile 2012 - 11:32

Autoproduzione
Ieri sera siamo stati nel bellissimo settecentesco Palazzo Clerici in centro a Milano, il Fuorisalone del Mobile è sempre un occasione fantastica per vedere posti molto nascosti della città. In questo scenario incredibile la rivista Domus ha organizzato la mostra “The Future in the Making” curata dall’inventore di Arduino, Massimo Banzi, il primo hardware Open Source della storia, da Joseph Grima, direttore di Domus e da Paola Antonelli, curatrice della sezione design del Moma di New York. È un’interessante operazione culturale oltre che progettuale. Bello vedere, raccolte tutte in una sola mostra, le espressioni contemporanee dell’autoproduzione che da tutto il mondo stanno raccontando una nuova modalità del fare progettuale.

Tra le immense sale piene di affreschi, stucchi, specchi, marmi appaiono davanti a noi oggetti animati che producono cose in modalità live senza fare rumore: stampanti tridimensionali open source che producono cioccolatini, un vecchio braccio robotico riconfigurato dall’olandese Dirk Vander Kooij che produce davanti a noi alcune sedie, vasi e tavolini con la tecnica della stratificazione di materiali plastici. Molti progetti sono accomunati dalla tecnologia offerta da Arduino, altri da un laboratorio live dell’associazione FabLab di Torino che realizza prototipi con stampanti 3D, vengono presentati i prodotti selezionati dal concorso indetto da Domus su questo tema e altri sono legati al progetto Kickstarter, una piattaforma di crowdfunding diffusa in tutto il mondo per la sponsorizzazione di nuove start-up progettuali.

http://www.arduino.cc/
http://www.fablabtorino.org/
http://www.kickstarter.com/
http://www.dirkvanderkooij.nl/

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L’Inghilterra e soprattutto Tom Dixon al Museo della Scienza e della Tecnica
Tom Dixon, quest’anno a Milano, ha ulteriormente incrementato la sua potenza di fuoco grazie ad una location di altissimo livello ed una corposa batteria di prodotti presentati in un lungo percorso all’interno delle sale del museo concludendosi con la vendita di alcuni pezzi. Sono oggetti metallici di varia natura materica che, partendo da lastre bidimensionali di zinco, lavorazioni in rame stampato e cast iron (acciaio pressofuso), creano leggere lampade e paralumi sfaccettati di diverse forme. Nel padiglione dedicato al Treni una enorme macchina, fora, trancia e piega il metallo producendo in tempo reale una sedia davanti ai nostri occhi, anche qui è esplicita la volontà di raccontare bene il processo produttivo, peccato che il prezzo finale di 300 € non sia in linea con l’idea di economicità della filiera corta ossia, con pochi passaggi si dovrebbero ottenere un sensibile abbattimento di costi. L’eclettico Tom, che cammina a grandi falcate tra le immense del Museo vestito in perfetto English Style, ci ricorda la possibilità di progettare insieme a lui con l’ausilio di un software che si appoggia alla tecnica della stampa 3D.

Il resto del visitabile, che effettivamente ruota attorno alla sua personal performance, sono un mix di microesposizioni stile mercatino situate sotto i loggiati dei chiostri museali. Un deludente Designersblock non fa onore ai lustri delle edizioni passate, peccato. Nel percorso si incontra un Soda Bar che racconta attraverso il design di Yves Behar come usare le bottiglie di palstica per stoccare l’acqua da bere non va bene; quindi ci propone una macchina gasatrice molto stylish per produrre acqua minerale o una soda addizionata da diversi sapori, l’unica incognita è costituita dal post-utilizzo della pastiglia/filtro in plastica contenitore dei vari flavour in stile Nespresso… sarà questa totalmente riciclabile?

http://www.tomdixon.net/home
http://www.sodastreamusa.com/product_info.aspx

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durante il salone del mobile potete seguirci anche su @intersezioni con aggiornamenti in presa diretta