Americani e turchi i più convinti: la fine del mondo è vicina

2 Maggio Mag 2012 0700 02 maggio 2012 2 Maggio 2012 - 07:00

Leggo la notizia e rimango senza parole. Un uomo su sette crede – davvero – che la fine del mondo sia vicina. Potenza dei Maya?
Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Ipsos per Reuters, il 15% della popolazione terrestre crede che il mondo finirà nell’arco della sua vita e il 10% è convinto che ciò avverrà a dicembre. Che ottimisti! Certo, è pur sempre un sondaggio e sono state interpellate circa sedicimila persone su tot miliardi, ma il risultato è comunque sconcertante. I più convinti dell’imminenza dell’apocalisse sono Turchi e Statunitensi, mentre i più scettici sono Belgi e Britannici.

Che sia colpa di tutta la pubblicità fatta alla profezia Maya? Chissà.
Nel frattempo, il premio Ig Nobel (la parodia del premio Nobel) 2011 per la matematica è andato a tutti quegli scienziati che hanno dato più volte per certa la fine del mondo e si sono sbagliati: Dorothy Martin (data della fine del mondo prevista: 1954), Pat Robertson (1982), Elizabeth Clare Prophet (1990), Lee Jang Rim (1992), Credonia Mwerinde (1999) ed Harold Camping (6 settembre 1994 e 21 ottobre 2011). Speriamo di poter aggiungere anche i Maya.

Ma resta il fatto che, per una persona su dieci, la profezia è fonte di ansia e paura.
Consiglio a costoro un bel giro a Bruxelles, per imparare dai Belgi che i Maya potrebbero anche non avere ragione. Una bella gaufre, due patatine fritte, una foto kitsch al Manneken-Pis, una visita all’Atomium e una bella passeggiata per la città seguendo il Parcours BD, con i suoi fumetti disegnati sui muri. E alla fine, per ritemprarsi, un bell’assaggio di cioccolato. Se i Belgi sono riusciti a migliorare la bontà delle tecniche Maya nell’utilizzo del cacao, perché non dovrebbero avere ragione anche sulla (poca) attendibilità della sciagurata profezia?