Occhio a denigrare il calcio italiano: non sempre l'erba inglese è più verde

17 Maggio Mag 2012 1332 17 maggio 2012 17 Maggio 2012 - 13:32

Il calcio britannico viene spesso preso ad esempio come modello da seguire e in questo gioco al paragone e a chi è meglio di chi, il pallone italiano esce spesso distrutto. Ma il giochetto, che si basa sull'innata esterofilia del popolo italico, non sempre regge.

Dicono che le squadre inglesi in Europa sono più forti. Non è sempre vero: arrivare più volte in semifinale e poi non vincere la Champions ti farà aumentare il ranking Uefa, ma non ti ingrossa la bacheca dei trofei. Dicono che le loro società sono migliori delle nostre. Insomma. Manchester United e Chelsea hanno buchi in bilancio mica da ridere. E l'Arsenal è virtuoso tanto quanto il Napoli. Dicono che i loro tifosi sono meglio dei nostri. In parte è vero, lì gli applausi per la squadra retrocessa sono all'ordine del giorno, mentre da noi sono più rari. Ma è anche vero che gli Hooligans all'estero sono sempre temuti e che in Inghilterra il fenomeno della violenza fra frage rivali non si è certo fermato: si è solo spostato dagli stadi alle boscaglie fuori città. E pare anche che Oltremanica siano più dediti al fair play: sbagliato. I recenti casi di razzismo in campo dimostrerebbero in contrario.

Ora, non è tutto falso, ci mancherebbe. A livello di stadi loro sono avanati anni luce rispetto alle nostre strutture fatiscenti (clamoroso il caso del Sant'Elia di Cagliari, con la squadra costretta a emigrare a Trieste, che se la geografia non mi inganna non sta dietro l'angolo). E la loro stampa tende a mettere meno pressione su allenatori e calciatori: più che la tattica, agli inglesi piacciono di più le foto scandalistiche.

Eppure, a volte si scoprono nuovi, inquietanti paragoni tra le nequizie del nostro calcio e del loro. Domenica scorsa il Manchester City ha vinto il campionato inglese dopo 44 anni, grazie tra l'altro a un tecnico italiano come Roberto Mancini. Dopo la premiazione in campo, la squadra si è fatta idealmente abbracciare dai tifosi girando per la città sull'autobus scoperto: una tradizione bella che dall'Inghilterra è arrivata da qualche anno pure in Italia. A un certo punto, un tifoso ispirato e burlone ha passato al giocatore Carlos tevez uno striscione con scritto "Rip Fergie". Il riferimento è all'allenatore dei 'cugini' del Manchester United Alex Ferguson. Uno che in carriera ha vinto tutto e che è stato nominato baronetto dalla Regina: pratcamente un mito vivente. Ferguson e Tevez hanno lavorato assieme nello United, dove hanno conquistato il triplete nel 2008. Poi l'argentino se n'è andato all'altra sponda di Manchester, con tanto di strascico polememico.

Lo striscione non ha reso felice Ferguson, ma Tevez non ha intenzione alcuna di scusarsi. La questione dello striscione mi ricorda molto quella della querelle Ambrosini-Materazzi di qualche anno fa. Sarà, ma a me vedere i due campionati assomigliarsi in un punto così basso un po' di tristezza la mette.

 

Tevez Rip Ferguson

 

Scudetto Ambrosini

 

Materazzi Scudetto 1