Caro Mario, non si lasci zittire da un Bonucci qualunque. Insulti chi vuole

19 Giugno Giu 2012 1042 19 giugno 2012 19 Giugno 2012 - 10:42
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Gentilissimo signor Mario,
avessimo il piacere di conoscerLa, adesso staremmo sicuramente seduti fianco a fianco a sorseggiare amabilmente un Martini, storpiando tutti i nomi dei giornalisti e dei calciatori dell'intero globo terracqueo.
È un gioco disgustoso e scorretto quello di cui Lei è oggetto, ma sappia che tutto è mosso dall’invidia. La sua unica colpa, se di colpa si può parlare, è quella di non essere simpatico con chi di mestiere perde tempo a spettegolare, ovvero con tutte quelle femminucce che blaterando macchiano la vita di molti gentiluomini. Fa bene a comportarsi da uomo tutto d'un pezzo non cedendo alle smancerie. Niente abbracci e niente baci, per gioire di un goal segnato è appena sufficiente inveire contro il mondo intero. Non c’è motivo di scomporsi lanciando urla o, peggio ancora, sbraitando. Non è questione di maniere, ma di tecnica.
La accusano di non capire che il calcio è ormai un carrozzone che deve servire d'esempio e forgiare i più piccoli. Corbellerie da Bar Sport. Non si curi di loro dato che, assieme al signor Mourinho, è l'unico che il cavallo dell'entertainment lo cavalca benissimo. Ha capito che se non si è al centro è come non esistere e quindi trova tutti i modi per non concedere spazio ad alcuno. Cambia donne come se si trattasse di una pettinatura, lancia mode con il suo stile così arrogante e algido, insulta chiunque Le capiti a tiro. 
Ci manca Mario. Peccato non eserciti più in Italia. Ci manca il suo dito portato davanti alla bocca dopo aver segnato per zittire gli incompetenti, anche quando trattasi dei tifosi della sua squadra. Ci manca la sua genuina insofferenza per tutti i potenziali commentatori sportivi che nascono ogni santo minuto in Italia. Sappia che gode dell’appoggio e del supporto di quell'accolita di rancorosi che ha lasciato orfani in Italia.
Solo una cortesia ci terremmo a chiederLe. La prossima volta che Bonucci tenterà di zittirLa, gli assesti un sonoro manrovescio. Se un qualsiasi gognalista italiano dovesse scriver male di Lei per questo, lo schiaffeggi con un guanto bianco e poi lo lasci cadere per terra. Se il suo avversario raccoglierà il guanto da terra allora noi ci imbarcheremo testé per venire a far da padrini al suo duello. Dato che trattasi di lesa maestà, dunque offesa grave che tange la onorabilità personale, ci permettiamo di suggerirLe di menar di sciabola per ottener soddisfazione.

In alto i calici e i cuori, ignominia colga i vili e i felloni.

Cordialità
GianMaria D’Aspromonte 

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