Tardivi(oni) digitali: Tablet VS carta e penna

28 Giugno Giu 2012 1202 28 giugno 2012 28 Giugno 2012 - 12:02
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Il colpo di grazia me l’ha dato un collega d’agenzia, dopo l’ennesimo mio tentativo di inviare un "pezzo" via tablet , su un treno bloccato e senza wi-fi, cercando di far comunicare inutilmente il PC, lo smarth phone e la sopracitata tavoletta.

Laconico. “Il problema è che ci affidiamo troppo alla tecnologia, facevi prima a dettarmelo a telefono”.

In effetti per mille battute ce l’avrei potuta anche fare, e ci ho provato, ma mentre cercavo di ricordarmi il mio fantastico "attacco", nella testa vedevo un foglio di word.

Quindi, confesso, per una “malata” o appassionata del web 2.0 come me è stato uno smacco pazzesco. Se avessi avuto il coraggio di arrendermi e scrivere quelle mille battute su carta ce l’avrei fatta tranquillamente e non avrei perso minuti preziosi.

Perché questo mio outing? Avevo in mente di raccontarvelo, ma questa bellissima foto tratta da Twitter (grazie all'autore @gg) scattata con Instagram, (cioè quel bellissimo programma che ci permette di rimpiangere le foto stampate su carta fotografica e color seppia), mi ha tolto ogni remora.

Uno scatto significativo su come un illustre signore della rete coniuga vecchia e nuova tecnologia e le fonde a suo uso e consumo e per la quale esprimo la mia massima ammirazione.

Da una parte gli appunti con il mitico trattopen e dall’altro il tablet aperto su twitter.

In ogni caso un motivo in più per riflettere e ammettere a denti stretti che il collega aveva ragione.

Se la tecnologia ci abbandona dobbiamo avere il coraggio di non dimenticare che una penna e un blocco di carta, un fazzolettino, noi tardivi(Oni) digitali in borsa ce l’abbiamo di sicuro.

E i pericoli dell’eterna connessione sono tanti. Ad esempio vorrei proprio sapere se tutti, ma dico tutti, siete riusciti a sincronizzare agenda cartacea, posta elettronica, social network e chi più ne ha, ne metta.

Se, come mi è capitato, perdete il cellulare, o avviate una sincronizzazione sbagliata e resettate tutto, cade la connessione internet, ecc.ecc. (per questo posso elargire questi preziosi consigli anche se non richiesti, me ne capitano spesso di queste avventure), il cartaceo serve, eccome.

Ovviamente i refrattari e gli autentici jeek mi diranno che basterebbe passare sul “cloud” e ogni problema potrebbe essere risolto. Non ovviamente se non hai accesso ad una connessione, però.

Spieghiamo, per chi non lo sapesse, che è in atto una ulteriore rivoluzione tecnologica che aggira in parte la difficoltà di condivisione di documenti e file tra i vari terminali. La rivoluzione del “cloud” o nuvola, ci vorrebbe “costringere” a stipare tutte le nostre informazioni su un server in rete. La trasformazione del nostro archivio un po’ cartaceo e un po’ virtuale, in un magma totalmente immateriale. Sempre consultabile purchè sempre connessi.

A questo punto qualche dubbio ce l’ho. La completa disquisizione sul “fidarsi più di noi stessi o della tecnologia” la lascio, però, a momenti più lucidi. Intanto però, è certo, continuerò a tenere un blocco e una penna in borsa da sfoderare prontamente nel “non si sa mai”. E in vista delle sperate vacanze, leggerò molti libri. Di calda, riposante e sempre connessa carta.