Riflessioni (pessimistiche) sull'Unione Europea

11 Luglio Lug 2012 1129 11 luglio 2012 11 Luglio 2012 - 11:29

L’Unione Europea è un tale disastro che si stenta a credere che si possa volerne di più: una burocrazia autoreferenziale che produce miriadi di regolamenti inutili, una Politica Agraria ottusa e parassitaria, dieci anni di spread nulli che hanno prodotto squilibri senza che nessuno alzasse un dito almeno per mostrare di essere cerebralmente vivo, cinque anni di politiche economiche di emergenza che hanno perpetuato gli squilibri e fatto accumulare passività a carico del contribuente, e divieti di bailout e vincoli di bilancio dimenticati nel cassetto per ignavia e incompetenza.

Un track record da invocare la chiusura per fallimento. E invece no. Sul mercato chi sbaglia paga, anche fallendo. Ma chi fallisce in politica viene premiato con un ampliamento dei propri poteri, perché la ‘narrativa’ che i politici hanno interesse a diffondere è che il loro potere era insufficiente, e che se ne avranno abbastanza lo useranno bene. La più grande espansione del potere federale USA, durante gli anni ’30, fu il premio per le follie di Hoover e Roosevelt, che causarono ed aggravarono la Grande Depressione.

Negli USA non c’è la garanzia dei debiti degli stati: il motivo è ovvio, dato che chi può indebitarsi senza pagarne le conseguenze ha incentivi a comprare i voti dei propri elettori a scapito della sostenibilità delle proprie finanze. Classi dirigenti nazionali irresponsabili faranno scelte politiche ancora più oscene, e alla fine per ‘salvare l’Europa’ bisognerà commissariare gli stati membri, non essendoci alternativa che togliere loro il potere di decidere.

Vincoli costituzionali non bastano: nessuno li prende sul serio, basta ricordare Maastricht. Ai politici stanno stretti i principi: a loro piace la discrezione, anche se produce disastri ed è incompatibile con la ‘rule of law’. Quindi l’Unione Europea dovrà diventare un mostro burocratico per impedire agli stati membri di danneggiare l’economia continentale con controlli minuti. Ogni rimanente autonomia nazionale sarà un pericolo, perché le politiche populiste avranno benefici diretti per i politici nazionali, ma costi esternalizzati su tutta l'Europa: gli stati diventeranno come la Sicilia di Lombardo.

Se poi la regola dell’unanimità nelle decisioni europee dovesse saltare, si spalancherebbe la porta alle lotte di potere per ottenere fondi a spese degli altri paesi. La fissazione con la democrazia nasconde la banale evidenza che se i cinesi potessero votare assieme ai sanmarinesi, voterebbero per depredarli e sfruttarli. Gran parte delle attività politiche consiste proprio in questo, ma tra connazionali si produce poca conflittualità: a livello europeo ne dubito.

Si dice che le autorità europee siano più competenti di quelle nazionali. In parte ciò è vero: l’Unione Europea non ha legittimità democratica, e dunque può permettersi di resistere alle spinte oclocratiche della democrazia. Ma le oligarchie dovranno aprirsi, se giocheranno un ruolo politico più ampio, e questo produrrà un deterioramento in senso populista.

Insomma, l’Unione politica europea sarà prevedibilmente un disastro, ma siccome è nell’interesse delle classi politiche europee, soprattutto delle repubbliche (e monarchie) delle banane, si farà. Salvo poi accorgersi che continuerà a produrre disastri, che sarà fonte di conflittualità, che sovvenzionerà politiche populiste. E potrebbe anche finire come la Jugoslavia: un bel finale, per un progetto nato per creare la pace attraverso il libero scambio, e diventato un'oligarchia burocratica.

Per questi motivi spero che la Germania, che essendo relativamente sana diventerebbe la vacca da mungere d’Europa, si opponga all’ESM, all’unione fiscale, etc. Purtroppo c’è la Merkel, politico privo di principi, che non ha ancora trovato il coraggio di dire ai propri elettori che i loro risparmi previdenziali prestati all’Europa meridionale si sono volatilizzati, e che per nascondere questa evidenza perdite altrettanto grandi sono ora a carico dei contribuenti di Berlino. La Merkel non anteporrà l’interesse dei suoi cittadini a quelli della sua carriera.

Visto che avrebbero la forza di perpetuare gli squilibri e le follie della politica per ancora molti decenni, gli Stati Uniti d’Europa rappresentano un grave pericolo per gli europei: potrebbero rimandare alle calende greche ogni aggiustamento in senso liberale delle politiche.

Smettiamola di giocare al dittatore sociale 'benevolo': questi esperimenti hanno già prodotto, e continueranno a produrre, innumerevoli problemi. In un periodo storico in cui non sappiamo come difenderci dall’irresponsabilità della politica, non ha senso creare istituzioni per sovvenzionare e perpetuare l'uso scriteriato del potere politico. Chi non ha il coraggio di subire le conseguenze dei propri errori, non ha alcuna chance di mantenere la propria libertà.

Pietro Monsurrò