Cancro e marijuana: dalla cannabis stop alle metastasi anche nei tumori aggressivi

21 Settembre Set 2012 0921 21 settembre 2012 21 Settembre 2012 - 09:21

MarijuanaUn composto derivato dalla marijuana potrebbe fermare le metastasi in molti tipi di cancro aggressivo, potenzialmente evitando che diventino mortali. "Ci sono voluti circa 20 anni di ricerca per capirlo, ma siamo molto eccitati" - ha detto Pierre Desprez, uno degli scienziati del California Pacific Medical Center di San Francisco che hanno lavorato alla scoperta - “vogliamo cominciare con le prove il più presto possibile. La scoperta, che ha già superato test di laboratorio e di sperimentazione animale, è in attesa di autorizzazione per gli studi clinici sugli esseri umani.

Desprez, biologo molecolare, ha trascorso decenni a studiare l’ID-1, il gene che provoca la diffusione del cancro. Nel frattempo il collega ricercatore Sean McAllister stava studiando gli effetti del cannabidiolo, o CBD, un composto chimico non-tossico, non-psicoattivo che si trova nella pianta della cannabis. Infine, la coppia ha combinato il CBD e le cellule che contengono alti livelli di ID-1. "Quello che abbiamo trovato era che il cannabidiolo potrebbe in sostanza 'spegnere' l'ID-1" ha detto Desprez "le cellule hanno smesso di diffondersi ed è tornato alla normalità" E ha aggiunto "noi probabilmente non avremmo trovato questo da soli, ecco perché la collaborazione è così essenziale per la scoperta scientifica."

Un primo paper sulla scoperta  era stato pubblicato da Desprez e McAllister nel 2007. Da allora, il loro team ha scoperto che il CBD funziona sia in laboratorio sia negli animali. "Abbiamo iniziato con la ricerca del cancro al seno", ha detto Desprez. "Ma ora abbiamo scoperto che il cannabidiolo funziona con molti tipi di tumori aggressivi - cervello, prostata -. Qualsiasi tipo di cancro in cui siano presenti livelli elevati di ID-1".

Non abbiamo rilevato alcuna tossicità negli animali su cui abbiamo testato il cannabidiolo, che è già utilizzato per una serie di altri disturbi”. Gli amanti della marijuana si rilassino. Desprez ha spiegato che hanno “usato le iniezioni nella sperimentazione sugli animali e stanno anche testando le pillole, ma non si potrebbe mai ottenere una quantità sufficiente di cannabidiolo solo dal fumo." Inoltre, la squadra ha iniziato a sintetizzare il composto in laboratorio invece di utilizzare la pianta, con l’intento di renderlo più potente.

fonte The Huffington Post