Pillole di Futuro: il nuovo format su innovazione e networking parte da Rovigo

15 Ottobre Ott 2012 1145 15 ottobre 2012 15 Ottobre 2012 - 11:45

Schermata 10 2456215 Alle 16

Cosa significa aprirsi a nuove tematiche? Probabilmente rimanere aggiornati, studiare e leggere molto, ma questo non è sufficiente. Spunti ed interessi spesso e volentieri non arrivano da soli, devono essere coltivati e indotti, condivisi e convalidati, per interessare persone e comunità attorno a temi del nostro tempo non compresi e conosciuti a fondo da tutti.

Venerdì scorso a Rovigo, nella mia cittadina, abbiamo provato a fare questo, ad iniziare un percorso di crescita insieme grazie a Pillole di Futuro. Un evento ma anche un format, lanciato dall'agenzia di comunicazione MarketingArena che ha portato nel capoluogo del Polesine persone con un bagaglio di storie ed esperienze diverse, pronte a raccontare e coinvolgere l'eterogeneo pubblico interessato. Si è discusso di web e digitale ma non solo, tracciando con la matita delle grandi occasioni la cornice di un mondo in perenne evoluzione.

Dodici i relatori che hanno partecipato più uno, Giorgio Soffiato, ideatore dell'evento, che ha introdotto la serata parlando di pretotipazione, neologismo con cui s'intende la messa alla prova pratica di un prodotto o servizio per valutarne l'effettivo successo sul mercato. Una finzione verosimile, un prototipo ma con meno costi, una sorta di Art Attack o simulacro che deve rispondere alla domanda: "E' la cosa giusta da costruire?". Un concetto che ben si sposa con l'avvio di una start up o con l'ideazione di un nuovo prodotto. Bello, il caso del “Turco Meccanico” di Ibm, e del paracadutismo Adamitico per nudisti. Ho particolarmente apprezzato l'intervento di Gigi Cogo, alias Webconoscenza, maestro del web, che ha parlato di persone all'interno di smart cities. Smart people per l'appunto, che anche grazie alle nuove tecnologie dovranno sempre più farsi sentire, attraverso la condivisione di ciò che non funziona tra le nostre strade e nella nostra società, grazie a piccoli ma significativi gesti di bellezza che possiamo chiamare Civil Hacking.

Tra i relatori Rudy Bandiera che ha raccontato la sua esperienza personale nel settore e l’evento dei Tweet Awards, invitando le persone ad utilizzare la rete per autoformazione, (parole sante!). Il guru del Seo, Riccardo Mares, ha invece offerto al pubblico la versione di Merlinox sulla storia di Internet ed il predominio di Google. Tutte le presentazioni sono state molto interessanti, di rilievo quella di Laura Bortoloni, Art Director e progettista grafica, che ha raccontato con estrema naturalezza la sua esperienza professionale, e di Ferdinando Acerbi che ha spiegato le applicazioni della sua Henable Me, start up incubata ad H-Farm. Ottimi gli interventi di Siro Descrovi, “Shopping Experience”, che ha stupito il pubblico col caso Tesco e Gianmarco Altieri che ha parlato di Personal Branding e Web Star, portando come caso d’eccezione Antonio Lupetti. Federico Filon ci ha spiegato cos’è la Domotica e come funziona la Casa 2.0, Marco Ziero invece ha parlato di Social Tv e Second Screen offrendo un’ottima panoramica dell’integrazione tra social media e televisione. Elio "Godot", ha raccontato con trasporto e passione la sua crescita professionale che l’ha portato ad aprire a Rovigo la Gelateria Godot ispirata all’opera teatrale di Samuel Beckett. Per concludere Giovanni Miante, che ha presentato alcune start up di successo.

Poi, naturalmente, c’ero anche io. Nei miei dieci minuti (forse anche dodici), ho cercando di offrire una piccola panoramica sul tema dei Big Data provando a spiegarne l’impatto, le nuove correlazioni tra dati sociali e analisi predittive e le possibilità di domani per imprese, persone e amministrazioni pubbliche, in quella che Vincenzo Cosenza ha definito: “Società dei Dati”.

Per concludere, è stata sicuramente una bella serata ma soprattutto un momento di aggregazione che potrà essere affinato e migliorato in futuro, magari esportato in altre città in giro per l’Italia, con nuove tematiche e nuove persone, per poi tornare sempre a casa, nella piccola città di Rovigo.