Quarto Potere: tramonto degli Scalfari e nuove competenze

5 Novembre Nov 2012 1258 05 novembre 2012 5 Novembre 2012 - 12:58

VIRGOLETTE - Il rientro di Ognissanti è bollato dal J’accuse di Scalfari salito in cattedra su La Repubblica e L’Espresso domenica contro la cricca di Grillo. Scalfari, in modo disordinato e visibilmente sconvolto dalla situazione italiana attuale, denuncia i disegni politici dei colleghi Travaglio, Santoro, Saviano. “Già sgamati”, replica Sofri sul Post. Non solo: il punto è che Scalfari passa accanto al fatto. Inoltre il suo catastrofismo suscita stupore: un intellettuale completamente superato dalle circostanze, costretto a sgranare deduzioni, che non riesce a sfornare analisi, Antigone lo aiuti.

Il quadro nuovo che si sta sviluppando sotto gli occhi di giovani e vecchi offre una lettura polivalente della transizione sociopolitica che stiamo attraversando insieme. Conosciamo l’effetto di smarrimento dell’ingresso dei nuovi media nell’informazione. Ma prima dello sfogo di Scalfari non se ne misurava l’effetto devastante all’interno. La transizione sta rivoltando le istituzioni, vacillano perfino il prestigio intellettuale, i riferimenti. Il declino è totale, storico, supera le competenze. L’influenza spontanea è la nuova misurazione d’autorevolezza: persino in assenza di rottamazione c’è una ridistribuzione automatica dei ruoli, ad hoc, per forza di share.

La cosa è ancor più evidente vista la difficoltà, ora, non solo dei nostri politici, bensì dai balbettamenti delle eminenti figure pensanti ormai troppo accademizzate per poter rispondere allo schiaffo dell’attualità. Le imbarazzanti evidenze riepilogate da Scalfari domenica sulla credibilità di Monti e sulla Carta europea, senza altri argomenti, segna l’avvio parallelo di un’imminente ricambio, impietoso come ogni vento nuovo.

È ora che la stampa, molto oltre all’Huffington Post, metta in moto un vero sistema di redazioni-hub no stop, che inglobi le voci anonime del web, i veri analisti della realtà che gli Scalfari, come i migliori editorialisti, non riescono a sintetizzare. Quando, più che i politici, coach e consulenti non sono al passo, ecco che gli intellettuali escono disorientati e sconnessi dai giusti informatori. E' il sistema a privarli di un uso più diretto e complice delle fonti indipendenti. Ma se proprio i citizen Kane non si arrendono, citino le loro fonti, statuiscano valore ai fermenti dispersi: basta raccolta selvaggia. Il ranking certo scopre le carte ma serve cooperazione.