Battiato assessore, però non si può dire

6 Novembre Nov 2012 1855 06 novembre 2012 6 Novembre 2012 - 18:55

Franco Battiato assessore alla cultura della Regione Sicilia è una bella notizia. Per almeno tre motivi. Il primo: Battiato non è soltanto un musicista, ma è prima di tutto un intellettuale che può essere di grande utilità per una regione dalla tradizione culturale immensa che ha bisogno di trovare una propria dimensione internazionale.

Il neopresidente Rosario Crocetta – e questo è il secondo motivo – ha un solo modo per puntellare una giunta altrimenti un po’ ballerina: scegliere persone di alto profilo, al di sopra di qualsiasi bega locale e – visti i tempi – dalla provenienza eccentrica rispetto alle solite camarille.

Terzo: mi piace che chi ha criticato la miseria degli abusi di potere, chi ha pianto al capezzale della Patria, chi voleva mandare in pensione i direttori artistici e gli addetti alla cultura ora accetti in prima persona un impegno sicuramente non facile. E’ un gesto coraggioso che gli fa onore.

C’è una cosa che non capisco, però. Battiato ha dichiarato: «La parola assessore mi offende, preferisco essere chiamato Franco». Ecco, magari è una forzatura giornalistica e la battuta andrebbe contestualizzata, però fossi un assessore bravo e onesto (ce ne sono) e leggessi una dichiarazione così mi sentirei – al pari di Battiato – un po’ offeso. Perché sarà anche vero che di notte tutte le vacche sono nere, però certe cose lasciamole dire a Beppe Grillo.