Le Tette di Barbara D’Urso e la salivazione di un vecchio arrapato.

18 Dicembre Dic 2012 2320 18 dicembre 2012 18 Dicembre 2012 - 23:20
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Arrivo tardi. Ma sono un ritardato e mi perdonerete. Domenica non ho visto la performance televisiva di Berlusconi. Non sapevo andasse in tivù, non mi importava nulla e - a esser sincero - manco sapevo ci fosse un programma presentato da quella bona-tanto-bonazza di Barbara D’Urso. Sui palinsesti domenicali io ero fermo a Discoring.

Barbara d'Urso - immagine tratta da internet che mette in risalto la sua bonaggine

In ogni caso era impossibile restare immuni dall’orgia comunicativa sul cabaret del Mao Tse Bung di Arcore. Tutti ne parlavano, tutti commentavano, tutti sarcasticheggiavano. Il primo pensiero che ho fatto è stato: alla faccia, quanta gente non sa che cazzo fare la domenica! Ma subito dopo, la morbosa curiosità ha preso il sopravvento e - grazie a Repubblica.it che quando si tratta di Silvio non si tira mai indietro - mi son guardato qualche spezzone delle comiche.

Devo dire che dei contenuti da teatro dell’assurdo di quel simil cyborg-botox che sembra Mao Tse Bung non ricordo nulla e non me ne fotte nulla. Ormai rubrico il fenomeno sotto la categoria “baraccone”.
Ciò che mi ha colpito, incantato, ipnotizzato è solo una cosa. Anzi due: le grosse, compresse, rubizze, esplosive, generose tette - anzi, tettone - di quella gran gnocca matura che è Barbara D’Urso. Vederla lì, in quel tubino nero, pelle lucida, gambe tornite, braccia sode, labbra voluttuose, naso preciso, tette parlanti, mi ha fatto mettere nei panni dell’uomo di fronte a lei. Uno che dinnanzi alla fica ha di fatto ammesso di non capire più un cazzo (perdonatemi il raffinato giuoco - come dice Silvio - di parole), messo faccia a faccia con una suadente carne ribollente cosa volete che dica se non tutte le parole in libertà che ha sparato a ripetizione?

Io, a esser sincero, avrei fatto peggio. Avrei desiderato, dal primo all’ultimo secondo, affondare il mio naso e tutto me stesso in quelle sublimi bocce.
Ma, guardando con un minimo di attenzione il video di repubblica.it riferito alla patetica ammissione di innamoramento di Berlusconi per una ragazzetta - ‘sti vecchi che amano la trifola fresca e le “crespe del culo morbide” (RanXerox dixit) e che invece parlano di amore, sentimento e boiate varie mi fan venir voglia di castrarli seduta stante, bugiardoni impenitenti che non sono altro - ho notato che secondo me in Mao Tse Bung stava scattando un comprensibilissimo istinto orgiastico.

Il primo segnale, guardatelo bene, scatta tra i secondi 5 e 9 del filmato; dopo l'analfabetico  “Mi si è fidanzato” della Barbabona che, eccitandosi alla domanda, scavalla le sue sode gambe e - incautamente - le apre, taaaaac, gli occhietti liquidi e scrutatori del mondo e delle sue origini del cosidetto "Caimano" si indirizzano belli belli verso il monte di Venere della presentatrice. Hot hot hot, altro che politica.

Poi scattano le mani del tycoon unto da Nostro Signore Iddio dell'Universo: il Berlusca inizia a sfregarsele come se dovesse lavarsele o come se menasse inconsciamente qualcosa. Probabilmente, dopo aver visto i collant della D’Urso in posizione vaginale, si è corroborato come dopo una dose da cavallo di Cialis.

Ma il segnale distintivo del fatto che le tette di Barbara e la sua imprudenza posturale han fatto partire l’embolo negli anziani e vissuti corpi cavernosi del membro berlusconiano è uno e uno solo: mano a mano che andava avanti il Silvio vedeva azzerarsi la sua salivazione. Parole impastate e lingua leccante le labbra, arse di focosa passione per quella gran gnocca che si trovava di fronte, unite aun generale e totale vaneggiamento.

Quindi, tutte le preoccupate analisi dopo questa pièce di teatro comico, non le condivido. Quella che si è vista domenica è una sorta di riedizione attuale dell’esperimento di Pavlov: si è semplicemente dimostrato che un vecchio arrapato (perchè un settantaseienne con questa candida e mai nascosta sfrenata passione per la fica, questo è: un vecchio arrapato) di fronte alla gnocca abbondante azzera la saliva. Come si suol dire: riflesso condizionato.

Burp

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