Il "pericolo giallo", Casaleggio e la libera era digitale

2 Marzo Mar 2013 2135 02 marzo 2013 2 Marzo 2013 - 21:35
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Nel suo romanzo "L'inaudita invasione" - da poco ripubblicato in Italia da ObarraO - Jack London immaginava che di fronte alla minaccia di una Cina modernizzata una coalizione di potenze occidentali avrebbe scatenato una guerra batteriologica preventiva senza quartiere. Una "soluzione finale" che avrebbe fatto del Paese asiatico una terra pronta alla colonizzazione di pacifici e laboriosi cittadini occidentali. Lo scrittore statunitense non era il primo ad affrontare in un romanzo il tema della "minaccia gialla" (yellow peril). Prima di lui c'erano stati Sax Rohmer con il suo "Il dottor Fu Manchu" e M. P. Shiel con "Yellow Danger". Più tardi - sempre immaginando una minaccia di dominio proveniente da Pechino - sarebbe arrivata anche Agatha Christie con "Poirot e i quattro". La vittoria comunista nel 1949 non poteva che riattivare l'ossessione della minaccia sotto la forma del virus bolscevico da contenere.

Oggi, invece, il pericolo rappresentato dalla Cina ha natura più economica (furto di proprietà, protezionismo, concorrenza sleale) e - accuse di questi giorni - tecnologica (cyber-guerra). Stupisce, invece, che la più che secolare tematica del "pericolo giallo" sia ripresa da sostenitori della iper-democrazia digitale e della libera cittadinanza globale.

Nel video che metto alla vostra attenzione - che rappresenta la visione del futuro della Casaleggio e Associati - la nascita nel 2054 di "Gaia" - il futuro governo mondiale eletto in Rete da liberi e iper-informati cittadini digitali di un'era senza religioni e ideologie - sarà possibile solo alla fine di una guerra batteriologica che - guarda caso - vedrà l'Occidente del libero web vincitore dell'Oriente del Grande Fratello nemico del web rappresentato soprattutto da Cina, Russia e Iran. L'"Asse del Male", a quanto pare, godrà ancora per molto tempo di ottima salute. Buona visione.