Caro Pisapia, spiegaci il divieto del gelato di notte

9 Giugno Giu 2013 1128 09 giugno 2013 9 Giugno 2013 - 11:28

All’inizio ho pensato che fosse la solita sparata del centrodestra in vista dei pochi ballottaggi alle elezioni amministrative. «Giuliano Pisapia non ci fa più mangiare il gelato» tuonano da un paio di giorni Popolo della Libertà e Lega Nord. Strascichi di una campagna elettorale penosa, passata persino per le accuse a palazzo Marino di organizzare feste gay alle piscine Saine, quando lo sanno anche i muri che quelle feste ci sono da almeno dieci anni, da quando governavano Gabriele Albertini e Letizia Moratti.

Senza dimenticare che l’ultimo decennio è stato contrassegnato dai sindaci leghisti che in una città come Novara vietarono pure di girare di notte in più di tre persone. (per chi volesse il link è anche qui http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_02/novara_sindaco_vieta_gruppi...». La motivazione dell’allora sindaco Massimo Giordano fu: «Ce l’hanno chiesto i cittadini». Sono allergico ai divieti. E Le difficoltà da parte di palazzo Marino di spiegare il provvedimento - su cui infatti il centrodestra marcia allegramente - mi hanno fatto insospettire: vuoi vedere che la giunta di centrosinistra non riesce a spiegare di aver approvato una misura un po’ «leghista» contro il chiasso notturno?

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Per questo motivo, ho aspettato che Pisapia dicesse qualcosa sul «gelato». Passano le ore, ma continua il silenzio. Il twitter del sindaco, così attivo nel rispondere alle domande dei cittadini, tace da tre giorni. Così come Facebook, dove sono a decine a chiedere conto del divieto. C’è voluto l’assessore Pierfrancesco Majorino, sempre su Facebook, a non farmi capire assolutamente più nulla di quanto accaduto. In due risposte a un lettore l’assessore prima se la prende con la legge regionale (che ci può stare) mentre poi, difendendo la domenica senza auto, definisce il divieto sul gelato «una boiata pazzesca» anche se «mi dicono che non è così». Mi sono subito domandato se Majorino durante l'approvazione del provvedimento in giunta abbia detto le stesse cose oppure non abbia capito nemmeno lui di cosa stiamo parlando.

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Non solo. L’incomprensibilità della notizia sul gelato, infarcita dalle polemiche del centrodestra, mi è diventata ancora più oscura dopo aver letto un comunicato di palazzo Marino che riporto: «In merito alle infondate notizie sulla impossibilità  a consumare gelati nelle ore serali e notturne ovunque a Milano si precisa che le ordinanze nelle zone della cosiddetta movida allineano l'orario massimo di vendita cibi e bevande per asporto alle ore 24 sia per  bar, ristoranti e artigiani (intesi come negozi con vendita di pizze, kebab e bibite da asporto, ai quali sono stati  aggiunti gli artigiani del "gelato") su esplicita richiesta degli stessi operatori commerciali, preoccupati di non trovarsi con regole diverse nelle zone oggetto delle ordinanze.

Le gelaterie possono pertanto vendere i propri prodotti a ogni ora in città, fatto salvo che le poche unità che hanno il laboratorio-negozio  nelle quatto  zone delle ordinanze: Navigli, Ticinese, Arco Pace e zona Corso Como. Gli orari definiti nelle ordinanze sono il frutto di una lunga mediazione tra i diversi interessi e all'interno dei DUC (Distretti Urbani del Commercio) dove hanno rappresentanza i commercianti, gli artigiani, i residenti, i consigli di zona».

Concetto poi ribadito da Marco Granelli e Franco D’Alfonso in una lettera al Corriere. http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_giugno_8/gelati-divi... Si capisce poco, se non che a richiederlo sarebbero stati «fortissimamente» i cittadini residenti. Toh! Lo dicevano pure i leghisti e il Partito Democratico li criticava. Caro sindaco Pisapia ce lo spiega?

Aggiornamento. Alle 17.52 Giuliano Pisapia ha dato una prima spiegazione dell'ordinanza parlando espressamente di «equivoci».

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